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Dalla Federico II (laurea in Storia) al Vaticano: il percorso del dott. Ciro Romano

Professione: il "postulatore delle cause dei Santi"

 News pubblicata il 10/11/2020
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Dalla Federico II al Vaticano… La storia del dott. Ciro Romano, trentotto anni, inizia nel 2006 con la Laurea Magistrale in Storia, relatore il prof. Marco Meriggi. “Successivamente ho seguito un percorso di formazione, sempre alla Federico II, in Storia e nuove tecnologie. Internet iniziava ad entrare nel mondo delle attività di ricerca degli studi umanistici”. Volato in Finlandia per il Dottorato di Ricerca in Storia, Lingua e Cultura Italiana, “sono divenuto libero docente tramite concorso, ciò che in Finlandia si chiama professorato. Il mio percorso era incentrato sull’ambito storico e religioso, sulle fonti documentate della Chiesa”. Dalla sua passione deriva la svolta lavorativa: “Nel 2009 ho seguito un corso di formazione come Archivista in Vaticano, continuando a fare il ricercatore e docente fra Italia e Finlandia. Con la formazione in archivistica, ho potuto frequentare un Corso di Laurea interno al Vaticano che si occupa del Diritto delle cause, una branca specifica che si studia nel Diritto Canonico di Giurisprudenza”. Il Corso di Laurea Triennale termina dopo cinque anni di studio: “Ho impiegato un lasso di tempo maggiore perché nel frattempo ho continuato a lavorare. Dopo gli studi sono diventato ‘Postulatore Cause Santi’, il titolo con il quale la Santa Sede accredita le persone a seguire le cause di beatificazione e consacrazione”. 
“Siamo gli avvocati del candidato alla santità”
Postulatore Cause Santi non è un termine di uso comune. Che cosa fa esattamente un Postulatore? “Lavoriamo da un punto di vista laico. Per dirla semplice ‘siamo gli avvocati del candidato alla beatificazione o alla santità’”. Ad esempio: “Se c’è qualcuno che si ritiene che sia santo, o c’è un procedimento in corso, si individua la figura del postulatore. Quest’ultimo, in collaborazione con il soggetto giuridico che propone la causa, avvia il procedimento presso la diocesi locale del presunto santo”. Nello specifico: “Il postulatore deve produrre testimonianze della santità della persona indicata come santo, raccoglie documenti, testimonianze di persone ancora in vita e gli eventuali diari o scritti del presunto santo. Raccolti gli elementi, il postulatore li sottopone al Tribunale del Vescovo diocesano”. Una fase che può durare mesi, anni, a volte secoli: “L’incartamento del procedimento locale viene trasferito presso la Santa Sede che istruisce un nuovo procedimento. Il postulatore segue la causa anche in questo contesto e deve dimostrare se c’è stato un miracolo attribuibile all’intercessione dell’eventuale beato o santo. Sarà poi una commissione di medici internazionali a giudicare se si parla di miracolo o meno”. Un lavoro di grande responsabilità e sensibilità. “Questa passione deriva dai miei studi, dalla formazione cattolica e praticante che ho ricevuto. Il rapporto con l’Istituzione vaticana è arrivata dopo. Grazie al mio lavoro ho potuto conoscere il lato ‘umano’ dei santi che non sempre sono supereroi. Sono uomini con pregi e difetti e ciò me li fa sentire più vicini”. Una professione che può essere considerata di ‘nicchia’, non per tutti. “Il lavoro che svolgo mi porta spesso all’estero per viaggi, per trovare informazioni, ed occupa molto tempo nella mia vita. In più studio la parte storica, mi occupo di cause che stanno in piedi da 100-200 anni, svolgo quello per cui mi hanno formato i miei studi. Ricerca di archivio, fonti storiche, bibliografie erano il mio pane quotidiano anche da studente”. 
“Senza storia non c’è futuro”
Gli studi storici attualmente non sono fra quelli più gettonati. Cosa consiglia a chi ha una passione forte come la sua? “Chi ha passione per le discipline storiche ha fra le mani la cosa più importante per la sua nazione. Senza storia non c’è futuro. Un albero senza radici è destinato a cadere”. Lo storico “è il giardiniere che scava intorno alle radici, che rende fertile il terreno. Attualmente mi sto occupando della figura di Giovanna D’Arco. Nei verbali processuali trovo ancora approfondimenti che non sono venuti alla luce. Gli studi storici mi accompagnano da sempre, anche se sono stati ampliati da studi giuridici e teleologici”. Un consiglio: “Bisogna avere coraggio per le proprie scelte di formazione e poi lavorative. Il coraggio col tempo ripaga. Gli storici hanno il compito di valorizzare la nostra società ed hanno gli strumenti giusti per farlo”. Fra le due lauree, la carriera da docente e ricercatore, la carica da postulatore... la vita privata ne ha risentito in termini di sacrificio? “Assolutamente no. Vivo fra Napoli e Roma ed ho sempre trovato dei momenti per me. Il lavoro mi porta ad intersecare molteplici rapporti che arricchiscono anche il mio vissuto personale”. 
 
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