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Pronto Soccorso al Policlinico "un cimento scientifico per la Scuola"

 News pubblicata il 15/06/2021
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Sono ancora più coesi assistenza, formazione e ricerca alla Scuola di Medicina e Chirurgia guidata dalla prof.ssa Maria Triassi. È in itinere la proposta progettuale per l’istituzione di un Dipartimento di Emergenza, Urgenza e Accettazione (DEA) di II livello con Pronto Soccorso nel Policlinico Federico II; progetto scientifico, questo, che è sinergico tra la Scuola e il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Management Sanitario e Innovazione in Sanità (CIRMIS) diretto dal prof. Pasquale Arpaia. Spiega la prof.ssa Triassi: “Seguendo l’approccio del Lean Thinking – il cosiddetto pensiero snello con cui si mira all’ottimizzazione dei processi e alla riduzione degli sprechi – questa proposta progettuale è stata articolata nelle fasi di analisi del contesto e definizione degli obiettivi, organizzazione del cambiamento, implementazione delle soluzioni proposte, verifica e miglioramento continuo”. Focalizzandosi sul ruolo di un Pronto Soccorso universitario nell’ambito dell’emergenza territoriale regionale, “l’obiettivo è proprio capire come l’Università possa contribuire all’emergenza in maniera qualitativamente valida e in particolare alla progettazione di un Pronto Soccorso moderno che abbia caratteristiche avanzate, secondo il sistema Lean, e magari anche con l’accreditamento della Join Commission americana”. La progettazione di un Pronto Soccorso che sta interessando e interesserà il Policlinico federiciano “è un cimento scientifico per la Scuola, l’occasione per studiare, valutare e proporre una sperimentazione avanzata di organizzazione dell’emergenza che potrebbe essere adatta e proposta all’intera Regione”. Questa struttura “è un tassello di un mosaico più ampio che riguarda l’istituzione di un nuovo Corso di Laurea in Medicina a indirizzo tecnologico per cui potrà fungere da palestra. Senza, una Scuola di Medicina non può assolvere completamente al suo ruolo nella formazione di professionalità mediche; senza contare l’utilità che rivestirebbe per il territorio metropolitano”. Con la scadenza del Protocollo di intesa tra Ateneo e Regione, “da rinnovare a breve, la questione non potrà essere rimandata. La Scuola ha deliberato più volte sulla necessità di dotare il Policlinico di un Pronto Soccorso e, per il momento, siamo in attesa del cronoprogramma dalla Regione che speriamo arrivi quanto prima per la condivisone con la Scuola e l’Ateneo”. Un progetto di massima è stato delineato: “Lo si potrebbe abbinare all’Emergenza infarto all’Edificio 2 o al 12, fronte strada con il Cardarelli. Le strutture ci sono, bisogna procedere con gli adeguamenti e con le dotazioni necessarie sia tecnologiche che di personale. Sulle tempistiche, si vedrà. Bisogna velocemente entrare in tutte le reti tempo dipendenti, compreso il trauma, e adeguare la programmazione”. La formazione all’emergenza, “lo ribadisco, è fondamentale per tutti i professionisti della sanità. Non possiamo affrontare questo percorso da soli; sono fondamentali gli altri interlocutori, dall’Ateneo alla Regione, all’Azienda Ospedaliera. Proprio noi, come Scuola, però, abbiamo il dovere di insistere e richiederlo ai fini della nostra attività, non solo assistenziale, ma didattica e di ricerca”. Da Università “dobbiamo promuovere l’innovazione collaborando anche con gli altri Policlinici universitari, per l’elaborazione e sperimentazione di soluzioni innovative, pure per le emergenze”. 
 
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