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Gli esami on-line secondo i professori di Medicina

Rinuncia a molti scritti e occhio all'orologio

 News pubblicata il 28/05/2020
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È l’orologio la spada di Damocle che pende sulla testa degli esami on-line di Medicina e Chirurgia. Davanti a un monitor la gestione di tanti studenti, tra procedure di riconoscimento ed espletamento delle prove, sembra accelerare il giro delle lancette. “Si sono prenotati all’appello in duecento. Abbiamo dovuto dividere i candidati in cinque giorni, non c’erano alternative. Però tutto procede bene”, afferma il prof. Giuseppe Servillo, docente di Emergenze Mediche e Chirurgiche, esame del sesto anno, che prosegue: “continueremo così a giugno e luglio, ma speriamo a settembre di riportarli in aula”. Speranza condivisa dal prof. Giancarlo Troncone, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica: “stiamo compiendo tutti gli sforzi per la didattica on-line, ma cogliamo i limiti di una soluzione che rimane di emergenza”. Per molte discipline, non tutte, gli scritti sono finiti in soffitta o al massimo sostituiti da esercizi svolti in diretta davanti alla telecamera. La prof.ssa Brunella Franco, docente di Genetica umana e medica al primo e al secondo anno: “gli esami si terranno soltanto in forma orale perché al momento nessuno strumento ci permette di svolgere agevolmente lo scritto”. Tempi serrati: “ci saranno tanti studenti, visto che gli appelli di giugno e luglio sono i più frequentati. Dovremo suddividerli in diversi giorni. Dalla mia esperienza ho visto che non riusciamo a tenere più di quattro esami l’ora per massimo cinque ore al giorno. Considerato che quest’anno Genetica è in due anni e i docenti si divideranno in più canali, possiamo prevedere 4-5 giorni di esame a ogni seduta”. Sull’esperienza degli esami tenutisi ad aprile: “non è come avere lo studente di fronte. Il mio esame è molto interattivo, con esercizi e disegni. In rete il confronto c’è, ad esempio quando proiettiamo gli alberi genealogici, ma ovviamente tutto questo non fa che allungare gli esami”. Raccomandazione agli studenti: “comportarsi in maniera seria, rapportandosi all’esame come un momento di valutazione senza sotterfugi”. Ha già all’attivo oltre quattrocento esami on-line la prof.ssa Maria Quarto, docente di Fisica Medica, esame del primo anno. Rispetto alle prove in loco, “è stato eliminato lo scritto, nonostante la piattaforma messa a disposizione dall’Ateneo dia la possibilità di svolgerlo”. L’esame orale prevede la “risoluzione degli esercizi in presenza. Lo studente deve dimostrare con un ragionamento logico di essere in grado di impostarli. Superata questa parte, si passa all’orale”. Tutto in sequenza: “prima lo scritto costituiva uno sbarramento. Con le nuove modalità, l’esame è più lungo. È un altro modo di svolgere l’esame, ma come sistema non sta andando male”. Due i consigli: “non trascurare la risoluzione degli esercizi tipo e non provare a guardare le slide, perché lì bocciamo. Siamo stati studenti anche noi”. Esordio sorprendente per gli esami al pc di Anatomia. La prof.ssa Stefania Montagnani: “al corso di Odontoiatria abbiamo tenuto una prova intercorso on-line attraverso una App per smartphone. Sarà che con il lockdown hanno potuto studiare seriamente, ma i risultati sono stati sorprendenti”. L’esperimento sarà riproposto per la prova scritta di Medicina e Chirurgia: “l’importante è che l’orale, via Teams, sia molto più veloce e le risposte siano immediate. In questo devono fare la propria parte sia i docenti sia gli studenti”. Pollice alzato per le piattaforme al servizio della didattica dal versante di Medicina dello sport, uno dei moduli di Basi della Medicina ed Etica Clinica I, al primo anno. Il prof. Guido Iaccarino: “l’App per la strutturazione di questionari a risposta multipla ha riscosso molto successo tra gli studenti. Ripeteremo il test nella sessione estiva, che avrà probabilmente pochi candidati visto che la maggior parte ha superato a febbraio scorso la prova”. Si passerà su Teams: “abbiamo utilizzato la piattaforma pure per alcuni esami orali ed è andata bene. Agli studenti ricordo che il voto finale non è mai il risultato di una sola performance. È la somma di tante parti, come frequenza in aula, partecipazione, domande poste”. Parla di “esperienza molto positiva” il prof. Amato De Paulis, che si occupa del Corso integrato di Immunologia clinica e allergologia, malattie cutanee e veneree, chirurgia plastica, in programma al quarto anno di Corso: “i ragazzi hanno fronteggiato molto bene l’emergenza. Inoltre, non pensavo che la piattaforma funzionasse così bene”. Solo orale l’esame: “in presenza lo scritto era un primo filtro, ma non abbiamo particolarmente sofferto la rinuncia”. Il consiglio: “fare tesoro di un’esperienza che credo costituisca addirittura un miglioramento rispetto al passato. Gli esami sono condotti con le stesse certezze della prova de visu. Non c’è nessuna preoccupazione particolare da affrontare”. 
 
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