Attendere prego...

News Federico II


Il teatro come sogno collettivo ed esperienza sensuale

Ruggero Cappuccio incontra gli studenti

 News pubblicata il 10/04/2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Drammaturgia e vita, il fulcro dell’incontro che si è tenuto nel pomeriggio del 27 marzo presso l’Aula Magna Piovani del Dipartimento di Studi Umanistici. Protagonista d’eccezione il drammaturgo e regista napoletano Ruggero Cappuccio, neo Direttore del Napoli Teatro Festival, invitato a dialogare con una platea mista di curiosi sul suo percorso di uomo di teatro a tutto tondo. L’iniziativa, curata dal prof. Mariano D’Amora, rientra nella rassegna di attività formative destinate agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in ‘Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria’. “Un Corso, attivo da pochi mesi, che vuole coniugare l’esperienza teorica con la pratica, grazie al contributo offerto da chi il teatro lo fa in scena ma lo progetta anche sulla pagina”, queste le parole pronunciate dal Coordinatore Giancarlo Alfano per dare il benvenuto al rinomato ospite in occasione del suo debutto al Teatro San Ferdinando con lo spettacolo ‘Circus Don Chisciotte’. “Ho incontrato Ruggero Cappuccio per la prima volta nel 2008, proprio nel periodo in cui avevo appena completato la mia tesi di dottorato sulla drammaturgia napoletana. Allora mi interrogavo sull’aspetto che essa avesse assunto dopo gli anni Ottanta, in cui regnavano le figure di Enzo Moscato, Annibale Ruccello e Manlio Santanelli. Inevitabile fu per me l’incontro fatale con l’opera di Cappuccio”, esordisce il prof. D’Amora, docente di Drammaturgia teatrale, prima di presentare attraverso la visione di alcuni filmati le scritture giovanili dell’autore.
Uno Shakespeare ‘napulegno’
‘Shakespea Re di Napoli’ (1994). “È un testo nato a partire dalla mia meditazione sui sonetti shakespeariani, i quali, come è noto, sono dedicati a un anonimo, alla ricerca della cui identità il mio testo si sviluppa, in un gioco di interrogativi che attraverso le vicende dei due vagabondi protagonisti porterà a una soluzione tutta nuova, rivelando il nesso tra Napoli e il mistero in questione”. Sembrano difatti essere proprio il vagabondo, l’emarginato, l’outsider le figure paradigmatiche con cui Cappuccio è più volte venuto a confrontarsi lungo tutto il suo percorso autoriale. “Questo può aiutarci a capire la funzione della drammaturgia a cavallo tra fine Novecento e gli inizi del nuovo millennio”, interviene D’Amora. Che continua: “Se Moscato e Ruccello elaborano il concetto di marginalità sul piano sociale, antropologico e geografico, facendosi...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 7 aprile (n.6/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!