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Stage in hotel, premi per dieci studenti di Hospitality Management

 News pubblicata il 21/12/2021
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Passione per le lingue e apertura verso ogni cultura. Mente logica e razionale, orientata al problem solving. Curiosità verso ogni odore e sapore, attenzione a quel dettaglio che, per l’ospite, può fare la differenza tra un soggiorno comune e un’esperienza indimenticabile. Il mercato dell’ospitalità è complesso, concorrenziale, sempre tendente all’innovazione e, per questo, stimolante. Ne sono consapevoli i dieci studenti di Hospitality Management, il Corso di Laurea professionalizzante guidato dalla prof.ssa Valentina Della Corte e attivato dal Demi (Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni), vincitori del Best student award, un riconoscimento sulla base delle loro performance durante la prima parte dello stage appena conclusa, assegnato in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico del Corso, a fine novembre. 
Pensa già in una prospettiva fortemente internazionale Edoardo Tito che, in questo momento, è in Erasmus in Lituania. “Quando ho deciso di partire avevo optato per Germania e Portogallo. Non mi sarei aspettato di essere selezionato per un Paese baltico – racconta – L’iniziale diffidenza, però, si è dissolta appena sono arrivato nella capitale e posso confermare di essere pienamente soddisfatto della mia esperienza e dell’autonomia con cui mi sono mosso in questi mesi”. Edoardo è alla Technical University di Vilnius, dove ha già sostenuto con profitto diversi esami, “di area principalmente economica, anche se non troppo collegati al mondo del turismo. La Technical University è un bell’ambiente, tecnologico e avanzato, in cui le lezioni sono orientate alla pratica e all’inserimento nelle professioni. Questo aspetto ricorda molto l’impostazione di Hospitality Management, purtroppo ancora poco comune nei Corsi italiani”. Inizialmente orientato verso lo studio di Ingegneria, “nell’estate del diploma trovai lavoro in un albergo. Quell’esperienza ha dato alla mia vita un’altra direzione. Durante gli studi ho lavorato ancora, in un quattro stelle, e così, quando sono arrivato all’Hotel Alpha di Sorrento per lo stage, ero già più formato di quanto si aspettassero”. Da operatore del turismo “mi ritengo fortunato. Ho lavorato anche nell’anno del Covid e so che mi sto preparando per entrare in un settore che si sta innovando alla grande e ci riserverà molte sorprese”. Il suo rientro dalla Lituania è previsto a febbraio: “Più che studiare il turismo, qui sto vivendo da turista. Ho visitato le grandi capitali del Nord Europa, famose, e quelle baltiche, più piccole, che probabilmente non avrei mai visto altrimenti. Valuterò, al rientro, se portare a termine all’estero anche la seconda parte dello stage”. Ha già una cospicua esperienza nel settore Fabiana Federico, che ha la fortuna di vivere a Capri: “Ho cominciato presto, a sedici anni. Ho gestito case vacanze, ville, lavorato su yacht e in strutture alberghiere – precisa – Capri è un crogiuolo di lingue e culture. Ma c’è una differenza abissale tra la stagione turistica e il resto dell’anno quando sembra che ogni cosa taccia”. Il suo stage l’ha svolto all’Hotel Syrene: “Ho ruotato su tutte le aree operative, dal back al front office. Ma, come quasi tutti coloro che scelgono questo percorso, sono più propensa a quei ruoli che mi consentono il rapporto con il cliente”. Un rapporto che si configura su più dimensioni: “Empatia, attenzione verso i bisogni dell’altro e conoscenza delle lingue. Proprio le lingue sono sempre state tra le mie passioni. Parlo bene l’inglese e il francese, ho conoscenze base di tedesco e ora sto studiando lo spagnolo”. Condivide l’interesse per la lingua e la cultura spagnola anche Maria Cristina De Rosa che dice: “Sono innamorata di questo Paese, andrei a viverci anche subito. Infatti l’ho proposto come meta di stage all’estero, oltre alla Costa Azzurra perché avrei bisogno di potenziare il francese”. Nella classe di Hospitality Management, Maria Cristina è la studentessa che ha svolto il periodo di stage più lungo: “Sono stata la prima a cominciare, a fine maggio, e l’ultima a terminare, il 31 ottobre. Così facendo, ho avuto modo di seguire tutta la stagione turistica, il che è stato molto costruttivo”. Anche da parte sua, l’esperienza merita un bel pollice in su: “Al San Pietro di Positano sono stata accolta come membro di una famiglia più che come semplice stagista – precisa – In questo ambiente ho avuto modo di confrontarmi con clienti piuttosto diversi, sia per cultura che per atteggiamenti, e di applicare un po’ di nozioni e soft skills che ho appreso nell’ambito del Corso”. Qualche esempio: “La capacità di problem solving. Soprattutto al front desk bisogna essere rapidi e risolutivi, in particolare quando ci si trova di fronte la persona decisa a cercare il cosiddetto pelo nell’uovo. Ma c’è bisogno anche di sensibilità e lucidità perché ogni richiesta ed esigenza del cliente va collegata con la sua cultura di partenza”. Facendo leva su una spiccata propensione per l’hotellerie e per le pubbliche relazioni, dunque, il suo sogno sarebbe di “diventare una manager”. Come i suoi colleghi, Maria Cristina ha appena cominciato il suo ultimo anno di Corso. Come ci si sente ad essere vicini al traguardo? “Noi saremo i primi laureati di Hospitality Management, un Corso che è stato strutturato bene e che è effettivamente aderente al mondo del lavoro”. Ma, prima di arrivare in cima, “bisogna percorrere i livelli intermedi. Non si può acquisire un ruolo dirigenziale se non si è fatta esperienza di tutte le mansioni chiave di un settore”. Michele Forte, con onestà, manifesta una forte esigenza di evasione dai propri confini e di ampliamento degli orizzonti. “Io abito ad Afragola, in provincia di Napoli. Mi ritengo un ragazzo curioso e credo che la conoscenza del mondo passi attraverso la comprensione delle persone che lo vivono – premette – Il mio desiderio è di fare un passo in avanti rispetto alla mia realtà di provenienza. In particolare, sogno di lavorare sul mare, come manager nel campo dell’ospitalità o in proprio”. E sul mare, a dire il vero, ci è già arrivato grazie allo stage all’Hotel Delfini di Ischia: “Dopo due anni di chiusura sono stato catapultato in un meraviglioso teatro operativo. Passare dalla pagina del libro di testo all’azione è complesso; implica tempi rapidi di reazione e risposta, ma anche un lavoro su sè stessi per affermare la propria personalità”. Michele ha lavorato principalmente al front desk: “Ho vissuto giornate intense in cui c’era sempre da fare, anche nei momenti di pausa”. Anche lui ha, per il futuro, delle aspettative piuttosto alte. Investimenti e innovazione sono, a suo parere, le parole chiave per il futuro di questo settore: “Il turismo è in una fase di transizione e si avvia a diventare sempre più smart e sostenibile. Ma perché questo avvenga c’è bisogno di nuove forze e idee”. È stata positiva anche l’esperienza di Ilaria Polise a Villa Marina, Capri: “Ho lavorato principalmente in amministrazione ed economato, meno a contatto con l’ospite. Ma sono proprio gli aspetti manageriali e gestionali che mi interesserà approfondire nel futuro”. 
Durate la cerimonia di inaugurazione sono stati premiati anche Assia Sarnataro, Flavia De Stefano, Marianna Esposito, Marinella Orsini e Pia Baffuto. Dieci in totale, ma altre menzioni potrebbero essere rilasciate appena tutte le aziende impegnate negli stage avranno confermato le loro valutazioni. 
 
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