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Tempo per studiare e prove intercorso, i vantaggi delle matricole di Farmacia

Al momento è ok, ma con l'inizio di Chimica le cose potrebbero cambiare

 News pubblicata il 27/10/2016
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Nelle idee del Dipartimento di Farmacia c’era un calendario didattico che, per le matricole, avrebbe previsto lezioni soltanto nei giorni dispari, per lasciare un intervallo di tempo utile ad assimilare concetti e a mettere in ordine gli appunti, creando una sorta di continuità con le abitudini scolastiche. Nel passaggio dalla potenza all’atto, però, qualcosa è cambiato. Così, almeno per il primo semestre, le matricole del Corso di Laurea in Farmacia resteranno lontane da via Montesano soltanto il mercoledì. Il resto della settimana, invece, staranno tra i banchi dalle due alle quattro ore giornaliere, spesso dalle 9 a mezzogiorno, in attesa che ai corsi di Biologia animale e vegetale e di Fisica, già iniziati, si aggiunga quello di Chimica, la cui partenza è prevista a novembre. Nessun problema per Elena: “gli orari sono buoni. È vero che seguiamo quattro volte a settimana, ma allo stesso tempo, nonostante i corsi, ci resta metà giornata per studiare. Resta da vedere come andranno le cose quando subentrerà Chimica a novembre”. D’accordo con lei, Cinzia: “l’orario è leggero. Oggi siamo entrati alle 11 e fra due ore siamo liberi. Al momento è gestibile. Poi il mercoledì è un giorno di pausa perfetto perché spezza in due la settimana e permette di riordinare le idee”. Sottolinea di avere familiarità con l’organizzazione attuale: “seguiamo dalle 9 alle 13, più o meno come a scuola, quindi non è traumatico per noi”. Ottimo il contesto nel quale si trova immersa da qualche settimana: “i professori sono bravissimi. Le aule sono accoglienti, e c’è quasi sempre posto per tutti”. Uno l’esame che preoccupa entrambe: Fisica. Su questo, ancora Elena: “ho sempre odiato la matematica e mi pare che qui ce ne sia veramente tanta. Per fortuna il professore è bravo, spiega tutto nei minimi dettagli”. Cinzia aggiunge: “non mi aspettavo un tale approccio matematico alla Fisica. Quando ho sentito parlare di integrali mi sono spaventata, ma con le spiegazioni del prof. Marco La Commara credo che non avrò problemi”. Discorso opposto per Francesca Fiore: “mi è piaciuta di più Fisica perché è applicata alla matematica. È una differenza rispetto a come l’ho studiata finora”. Guarda il bicchiere mezzo pieno Cellerina Iescone: “veniamo qui quattro volte a settimana, ma abbiamo sempre il pomeriggio libero. Meglio così piuttosto che seguire una volta in meno, ma fino a tardi. Inoltre, l’inizio alle 9 permette di muoversi con comodità”. Le prime lezioni hanno lasciato buone...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola da giovedì 27 ottobre (n. 17/2016)
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