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Il prof. Anastasio nuovo Direttore al Dipartimento di Veterinaria

Tra due anni la visita della Commissione europea dell'Eaeve: "È fondamentale prepararsi al meglio"

 News pubblicata il 24/09/2021
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Il prof. Aniello Anastasio, 57 anni, ordinario di Igiene e Tecnologie alimentari, sarà per i prossimi tre anni il Direttore del Dipartimento di Veterinaria. Candidato unico, è stato eletto il 16 settembre. Raccoglie il testimone del prof. Gaetano Oliva. La motivazione della scelta di candidarsi: “è il frutto di vari fattori, ma se devo indicare il principale dico che mi hanno convinto la passione e la riconoscenza verso il Dipartimento che mi ha dato tanto. Sono diventato ordinario a 38 anni e da allora ho dedicato tutta la mia esistenza lavorativa a Veterinaria. Per questo, in una fase delicata e critica, mi sono fatto avanti”.
Perché critica? “Nel 2023 ospiteremo la Commissione della European Association of Establishment for Veterinary Education (Eaeve). È l’organismo europeo accreditato il cui compito è valutare i Dipartimenti di Veterinaria in Europa e nel mondo. I primi devono obbligatoriamente sottoporsi a tale valutazione ogni dieci anni, i secondi possono farlo su base volontaria”.
Perché è così importante il giudizio che l’Eaeve darà su Veterinaria? “Determina che la laurea di Napoli equivalga o non equivalga a quella di Bruxelles o Parigi. In sostanza conferisce una sorta di patente europea ai nostri laureati, che potranno esercitare in ogni parte d’Europa. Nel 2013, quando ospitammo i commissari, il Direttore del Dipartimento era il prof. Zicarelli ed il risultato fu ottimo. È fondamentale prepararsi al meglio per affrontare il nuovo esame”.
Quali sono i parametri di valutazione che adottano i commissari dell’Eaeve?  “Vogliono sapere cosa fa ogni sede per garantire allo studente una formazione adeguata a sbocchi lavorativi soddisfacenti. Esaminano parametri numerici e strutturali. Tra i primi quelli relativi, per esempio, al numero di esami necroscopici ai quali assistono gli iscritti, al numero di piccoli e grandi animali che visitano ogni anno sotto la supervisione dei docenti. Al di sotto di una certa soglia, l’Eaeve ritiene che lo studente non sia stato correttamente formato. Questi numeri potenzialmente li abbiamo, nonostante Veterinaria sia in una sede antica che è stata interessata anche da un crollo e da altre vicissitudini. Poi c’è il giudizio sulla struttura”.
La preoccupa? “La struttura aiuta. Se porto i commissari in una sede moderna e nuova ottengo certamente un effetto diverso rispetto a quello che ho se i commissari vedono una sede datata e non altrettanto funzionale. Pensi che per garantire l’accesso ai disabili ci sono difficoltà perché la Soprintendenza dice che non si può spostare nulla in un ex convento del Seicento”.
Da molti anni si prospetta la costruzione della nuova sede, con annesso ospedale, al Frullone. Ce la farete per il 2023? “Siamo in dirittura di arrivo per iniziare finalmente i lavori. Si pensi che il finanziamento dell’Ateneo  risale al 2016, poi ci sono state mille lungaggini burocratiche, pareri, pratiche infinite. È slittata anche l’ultima previsione, secondo la quale il cantiere sarebbe stato inaugurato a luglio, perché abbiamo dovuto rispondere ad una richiesta di chiarimenti della Soprintendenza. Salvo ulteriori intoppi, i lavori  inizieranno entro dicembre 2021”.
Tardi, in ogni caso, per inaugurare la sede prima della primavera 2023, data prevista per l’arrivo dei commissari. Come pensa di risolvere? “Se i lavori partiranno nei prossimi mesi almeno mostreremo all’Eaeve il cantiere ultimato. Sarà in ogni caso un buon segnale. In più – e questo è un altro obiettivo del mio mandato – bisognerà che nel frattempo sia migliorata la situazione all’interno della sede attuale. C’è un finanziamento e va speso per creare spazi studio, punti di ritrovo per gli iscritti, magari un punto ristoro. Va potenziata, inoltre, la rete informatica”.
Perché non lo si è fatto finora? “Alcuni obiettivi sono stati realizzati e poi ci sono state varie emergenze. Pensi al crollo della palazzina, anni fa, che ha sottratto al Dipartimento duemila metri quadrati, un terzo del totale. Il Covid, poi, negli ultimi due anni ha bloccato tutto. Per fortuna abbiamo avuto la disponibilità del Rettore e del prof. Gennaro Piccialli che hanno messo a nostra disposizione aule molto funzionali a Biotecnologie. Si svolgono lì le lezioni dei primi quattro anni di Veterinaria. È una valvola di sfogo che ci permette di recuperare spazi per altre destinazioni nella sede storica”.
Come sarà la nuova sede al Frullone? “Avrà due blocchi. Uno per gli studi dei docenti ed i laboratori, l’altro per l’Ospedale. Quest’ultimo non nascerà dal nulla, ma dalla ristrutturazione dell’ospedale già esistente dell’Asl Napoli 1. Abbiamo chiesto ad essa un ammodernamento con una parte che servirà alla didattica”.
Come si è svolta la sua campagna elettorale? “Ho incontrato i professori di tutti i settori disciplinari, i tecnici e gli amministrativi, i rappresentanti degli studenti. Ogni incontro con i colleghi è durato due o tre ore con un dibattito aperto, talvolta anche aspro. Qualcuno mi ha detto che sono troppo ottimista, ma io credo che partire senza ottimismo equivarrebbe a cominciare con il piede sbagliato”. 
La sua, insomma, sarà una presidenza tutta proiettata verso l’appuntamento con l’Eaeve? “Sono un pragmatico. Dopo la visita si potrà parlare di Dipartimento di eccellenza, doppio titolo ed altro. Ho colleghi con le giuste caratteristiche per questi obiettivi”.
 
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