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Collaborazione Dicea-Anm

Un progetto, premiato, che cambierà "il paradigma del trasporto di superficie"

 News pubblicata il 21/12/2021
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Per ora è un progetto ma, nel volgere di qualche anno, potrebbe diventare realtà. Si chiama Adaptive – MaaS e funzionerà con un’applicazione in possesso degli utenti del trasporto locale e con un sistema che elaborerà i dati provenienti dall’applicazione e sulla base di essi fornirà informazioni agli autisti per calibrare ed adeguare i percorsi degli autobus a Napoli sulla base delle necessità concrete degli utenti in uno specifico momento. L’idea è nata dalla collaborazione tra Anm, l’Azienda napoletana mobilità, ed il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale (Dicea). In particolare, è il frutto di una intesa e di una collaborazione tra Nicola Pascale, ingegnere ed amministratore di Anm, ed il prof. Gennaro Bifulco, docente di Fondamenti di Ingegneria dei Sistemi di Trasporto. “Il concetto – spiegano ad Ingegneria – è quello di realizzare servizi di trasporto collettivo caratterizzati da percorsi, linee e orari non predefiniti, che si adattano dinamicamente ad una domanda di trasporto sempre più ‘liquida’, minimizzando congestione, emissioni climalteranti e ottimizzando la densità energetica del sistema di mobilità”. L’idea è stata presentata dal prof. Bifulco e dagli ingegneri Felice Mondo e Pascale alla seconda edizione degli IoMOBILITY AWARDS. Ha vinto il secondo premio della categoria Urban Mobility, nonché il premio speciale MOBILITY ANALYTICS. Entra nel dettaglio del progetto l’ing. Pascale: “Nel corso della pandemia - dice - abbiamo sperimentato oscillazioni molto ampie nella domanda da parte degli utenti, anche in ragione dei periodi di limitazione degli spostamenti. Abbiamo continuamente adattato i nostri servizi di trasporto di superficie, ma ci siamo resi conto che inseguire una domanda così variabile con i metodi tradizionali è impossibile”. Da questa premessa è nata l’idea poi sviluppata con il Dicea. “Ne ho parlato con il prof. Bifulco, che conosco da molti anni. Abbiamo iniziato a ragionare su una possibile soluzione. Siamo in una condizione tecnologica che ci permette di ricevere dagli utenti informazioni in tempo reale su dove stanno e dove vogliono andare. Tramite app, possiamo processare le informazioni e riconfigurare le linee in tempo reale”. Esempi di possibile applicazione: “La linea R2 tutte le mattine ed in tutti gli orari da via Brin raggiunge Piazza Trieste e Trento. Magari, però, in certi orari potrebbe aver senso che passi per Corso Garibaldi e percorra via Marina o, magari, che giri in Piazza Municipio e non in Piazza Trieste e Trento. Potrebbe avere senso perché in quel dato orario le esigenze della utenza sono differenti. Ebbene, con questo sistema potremmo saperlo in tempo reale e rimodulare il percorso. Queste flessibilità oggi non ci sono, ma la tecnologia fa sì che siano possibili”. I tempi di attuazione di Adaptive MaaS: “Adesso dobbiamo costruire un percorso e prima di tutto trovare forme di finanziamento con progetti nazionali o europei. Poi dovremmo compiere una valutazione di scelta di partner per verificare se altri sono interessati. Uno o due anni almeno saranno necessari. Credo sia importante sottolineare, però, che con questo sistema cambia proprio il paradigma del trasporto di superficie”. 
 
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