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Il lavoro di 75 studenti guidati dal prof. Flora sulle catacombe di San Gennaro. I progetti presentati al sindaco de Magistris

Una cava sotterranea diventa un punto di dialogo e di incontro interreligioso

 News pubblicata il 24/03/2017
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Le catacombe di San Gennaro, alle quali si accede nei pressi della Basilica del Buon Consiglio, a Capodimonte, sono uno dei siti più celebri e visitati di Napoli. Lì dentro trovarono sepoltura gli antichi cristiani ed i primi vescovi della città. Adiacente all’ingresso, c’è una cava sotterranea, che è stata riempita di materiali ed inerti tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del secolo scorso e che potrebbe rappresentare un collegamento tra la parte alta della città - Capodimonte - ed il Rione Sanità. Settantacinque studenti di Architettura, coordinati da alcuni giovani ricercatori e dal prof. Nicola Flora, hanno lavorato per alcuni mesi su questo spazio ipogeo ed hanno progettato di renderlo fruibile e di farne un punto di dialogo e di incontro interreligioso. Tema non casuale, perché elaborato in collaborazione con la Comunità Evangelica Luterana di Napoli. Quest’ultima ha inserito l’inaugurazione della mostra con i 20 progetti, svoltasi il 10 marzo a Palazzo Gravina alla presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo, di don Antonio Loffredo, parroco molto noto alla Sanità, nel calendario degli eventi promossi per ricordare la ricorrenza dei 500 anni dall’affissione da parte di Lutero delle famose 95 tesi alla porta della chiesa di Wittenberg il 31 ottobre 1517. Fu l’inizio della riforma protestante. 
Eterogenee le soluzioni individuate dai giovani progettisti ed illustrate in una delle aule di Palazzo Gravina. Alcuni gruppi di studenti hanno puntato su scenografie, passerelle, stanze, attraversamenti aerei. Altri hanno valorizzato le luci. Altri ancora hanno pensato a luoghi dove favorire il dialogo interreligioso tramite la presenza di libri. “Nel complesso - ha commentato il prof. Flora durante la presentazione dei progetti - tutti hanno...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 24 marzo (n.5/2017)
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