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Fra' Diavolo a cura di Armando Carravetta


Marco e Francesca e il test di Medicina

 News pubblicata il 21/07/2014
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Marco e Francesca sono nomi realmente di fantasia di due studenti del quinto liceo. Sono ragazzi intelligenti, non sono fenomeni. Tra crisi di pianto e tanta incertezza, sono arrivati al momento di decidere del loro futuro. Preferirebbero continuare la scuola, dove è nata la loro storia che dura da un anno e sembra magica. I loro corpi si esplorano con gioia: sanno di avere tutta una vita davanti.
Hanno scoperto di avere la stessa idea nel cuore: vogliono fare Medicina. Certo, sono avviliti dalla lunghezza degli studi. Ma si immaginano già con un camice bianco in una bianca corsia.
Mancano due mesi al test di ammissione. Occorre prepararsi. Chi li capisce quei test di logica? Chi conosce quelle strane domande di biologia? Loro al classico hanno studiato Heghel, Moravia e tante altre cose che già sembrano inutili....
Il padre di Francesca è un radiologo molto conosciuto. Il suo studio è pieno di clienti e di giovani medici sottopagati. Quando ha sentito che la figlia vuole iscriversi a Medicina ha subito pensato che i suoi tanti sforzi per creare quel piccolo regno sarebbero stati ripagati.
Subito ha iscritto Francesca al migliore corso a pagamento: quello che promette miracoli!
Marco un padre non ce l'ha. È andato via prima che nascesse. La madre l'ha tirato su come ha potuto col suo stipendio da infermiera. Quando ha saputo che il figlio vuole iscriversi a Medicina ha gioito in cuor suo. Spera in un destino migliore per quel figlio che è l'unica sua gioia, ma non gliene ha parlato perché sa che la vita dà troppe delusioni.
Marco ha paura di quelle domande, studia come può e ogni tanto chiede aiuto a Francesca. Francesca, invece, lotta contro il tempo sotto la guida di un tutor, una scheda dopo l'altra.
Oggi eccoli al test di ammissione. Marco è come paralizzato: da quando hanno deciso insieme il loro futuro, tutte le sere ha sognato di essere un medico, e poi, chissà, un buon padre! Francesca vorrebbe sostenerlo. Marco è così fragile... Ma finiscono in due aule differenti immersi in un mare di loro coetanei.
Francesca non trova le domande così difficili. Basta concentrarsi e non pensare a Marco. Chissà com'è, ma il test è molto simile a quelli fatti alla fine del corso.
Marco risponde, ma troppo lentamente. Presto capisce che non ce la farà.
È passato un anno. Francesca è entrata a Medicina con un ottimo punteggio. Il padre l'ha iscritta a Roma, forse anche per allontanarla da Marco, un buon ragazzo in fondo, ma non all'altezza della figlia.
Marco si è iscritto a Psicologia, ma non ha sostenuto esami. Da che Francesca è partita gli è crollato tutto il mondo addosso.
Marco e Francesca si vedono troppo raramente. I loro corpi si esplorano con rabbia. Entrambi sanno che durerà poco.
Marco accende una sigaretta.
"Francesca, ma i tuoi professori te l'hanno detto perché dovete essere così pochi a fare Medicina?"
Francesca si gira. Che tenerezza le fa quel ragazzo con l'aria sempre imbronciata!
"Dicono che i laboratori sono importanti per conoscere l'Anatomia, per imparare l'abc dell'assistenza clinica, ad esempio come si fa una flebo. Non possiamo andare in tanti per le corsie... Ma poi ci hanno portato a fare pratica una volta sola!"
Marco si mette la testa tra le mani pensando a tutta l'esperienza di Anatomia che ha fatto esplorando il corpo di Francesca e a quante volte sua madre gli ha fatto infilare l'ago di una flebo, dicendogli per incoraggiarlo "Hai la mano dolce, sarai un ottimo medico!"
 
Fra' Diavolo
 



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