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Intervista al prof. Stefano Luconi, docente a L'Orientale

Il fenomeno Trump visto da uno storico dell'America del Nord

Si è presentato come un individuo di successo estraneo all'establishment, ha cavalcato la tigre dell'anti-politica, ha usato un linguaggio diretto per rivolgersi alla 'pancia' della nazione. Soprattutto ha banalizzato i problemi per far apparire riso

 News pubblicata il 13/04/2017
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Quando Donald Trump annunciò di voler concorrere alle primarie dei Repubblicani che avrebbero designato il candidato alla presidenza degli Stati Uniti, pochi avrebbero scommesso in una sua vittoria. Quando, poi, sfidò Hillary Clinton, la candidata dei Democratici, i pronostici erano nettamente contro di lui. È stato eletto, però, e da gennaio, quando si è insediato alla Casa Bianca, non trascorre giorno senza che i suoi provvedimenti, annunciati od attuati, dallo smantellamento dell’Obama Care sulla Sanità alla proibizione dell’ingresso negli Usa per i cittadini di alcuni paesi musulmani, fino alla costruzione di un muro che impedisca l’immigrazione irregolare dal Messico, suscitino proteste, polemiche e dibattiti. Il fenomeno Trump è sempre più al centro dello scenario internazionale. Ateneapoli ha chiesto una riflessione sul nuovo Presidente Usa al professore Stefano Luconi, che insegna Storia dell’America del Nord all’Università L’Orientale.
Chi ha votato per Trump?
“L’elettorato di Trump è rappresentato da individui bianchi di ascendenza europea (quindi non di origine ispanica), con una prevalenza maschile, un basso livello di istruzione (per esempio, Trump ha conquistato il 74% del voto dei maschi bianchi privi di un diploma successivo alla scuola secondaria) e una collocazione nella classe media impoverita dalla grande recessione manifestatasi nel 2008 e nei ceti operai colpiti dall’incremento della perdita di impiego nel settore manifatturiero. Si tratta, in particolare, di coloro che sono rimasti ai margini della ripresa economica stimolata dall’amministrazione Obama che, pur riuscendo a far uscire gli Stati Uniti dalla crisi e a riportare la disoccupazione sotto il 5%, ha prodotto una crescita disomogenea, accentuando le diseguaglianze sociali e ampliando la forbice tra ricchi e poveri, che ha finito per arrecare maggiori benefici ai primi rispetto ai secondi”.
Nella storia recente e meno recente degli Usa esiste un Presidente analogo?
“No. Quello di Trump è un caso senza precedenti di un imprenditore che è riuscito a conquistare la presidenza degli Stati Uniti senza alcuna esperienza politica pregressa e senza aver ricoperto in precedenza alcun mandato elettivo o una qualche carica pubblica. L’esperienza di Trump è spesso accostata a...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 7 aprile (n.6/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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