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Il punto della situazione con le rappresentanze studentesche

 News pubblicata il 31/10/2020
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Si dicono soddisfatti, gli studenti della Parthenope, dall’organizzazione che si è data l’università e dalle attenzioni che sta riservando loro sin dalla riapertura delle sedi. Tutto è sotto controllo, testimoniano le rappresentanze studentesche, in attesa che un miglioramento della situazione sanitaria conceda un po’ di respiro.
“L’emergenza c’è e dobbiamo tutti adattarci alle direttive nazionali e regionali – è la premessa di Manuel Melandri, laureando Magistrale di Ingegneria Gestionale, nel Consiglio di Amministrazione – Chiaramente permane un disagio, esattamente come in primavera, perché le lezioni universitarie nascono per essere seguite in presenza e ci sono tante attività, laboratoriali e di tirocinio, che da marzo non si possono svolgere o non si possono fare più come prima”. L’Ateneo aveva dato speranza ai suoi ragazzi “quando, a metà settembre, aveva garantito attività in presenza non solo al primo anno ma, di recente, c’era il sentore che qualcosa sarebbe cambiato. Gli ultimi provvedimenti sono sensati e hanno decongestionato anche i mezzi di trasporto che sono, comunque, un veicolo di contagio”. Maturità, serietà e responsabilità sono gli aggettivi con cui Manuel descrive i suoi colleghi: “In fondo abbiamo già vissuto questa esperienza lo scorso semestre e siamo preparati a gestirla al meglio. Il sistema è stato già collaudato e, nonostante un po’ di disagio ci sia, le cose vanno bene. La settimana scorsa, poi, è stato pubblicato anche un bando per la distribuzione di 240 portatili, per questo anno accademico, messi a disposizione degli studenti che ne faranno richiesta”. Le sedi universitarie, comunque, “restano aperte, lo stesso vale per le aule studio, e noi possiamo continuare ad accedervi. Ci sono dosatori di gel e termoscanner e i protocolli anti-Covid e per la gestione dei casi funzionano. Dai feedback che ricevo, la platea studentesca si sente sicura. Qualche timore, forse, riguarda possibili rallentamenti burocratici e amministrativi che, a causa dello smart working, sono sempre probabili”. Interviene sui servizi anche il presidente del Consiglio degli Studenti, Giorgio Dovere: “Sono al quarto anno di Giurisprudenza e sono impegnato con il part-time che, al momento, sta continuando a svolgersi regolarmente. Sono ancora aperte sia la mensa, che c’è in tre sedi, sia il bar, accessibili ovviamente seguendo un rigido protocollo”. Prima dell’ordinanza regionale, “stavo seguendo Procedura Civile, insegnamento che ha un buon numero di studenti perché mette insieme quarto e quinto anno. Privilegiare la didattica in presenza per le matricole è stata una scelta giusta, devono farsi un’idea di cosa sia la vita universitaria. Noi studenti più grandi, piuttosto, pensiamo un po’ più agli esami”. Tra i ragazzi, il desiderio di tornare alla normalità è naturalmente innegabile, come testimonia Giuseppe Franco, Senato Accademico, studente Magistrale di Amministrazione, Finanza e Consulenza Aziendale. “Ad Economia, comunque, tutte le lezioni continuano tranquillamente così come gli esami – prosegue – Essendo a distanza, purtroppo, sentiremo la mancanza di alcune attività, come visite e incontri con le aziende. Io avevo organizzato un corso Sap per gli studenti, ad esempio, ma, non potendolo effettuare in presenza, adesso è in stand by”. Un po’ di attenzione e tutela in più invita a darla “soprattutto ai ragazzi con disabilità. Ci sono arrivate diverse richieste, sia in CdS che tramite email. Una ragazza con problemi neuromotori, un esempio, segnalava l’impossibilità per lei di trascorrere tante ore davanti ad un computer da sola”. 
Qualche docente si sente ma non si vede
Si fa portavoce del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aniello Genovese, secondo anno di Informatica, che i suoi colleghi conoscono come Hiroshi. Non ha ancora una carica ufficiale, “ma mi piacerebbe candidarmi alle prossime elezioni – spiega – Attraverso la pagina del Dist, di cui mi occupo, mantengo i contatti con gli studenti, soprattutto le matricole, di cui raccolgo problemi e perplessità e a cui offro consigli e suggerimenti essendo sempre bene informato”. Tra le recenti segnalazioni più frequenti, “quelle relative alla segreteria. Molti mi hanno scritto lamentando il fatto di non ricevere risposte né al telefono né via email, non avendo altra scelta che recarsi lì di persona. Questo ci sembra un po’ scorretto, soprattutto nei confronti di chi abita lontano, poiché utilizzare i mezzi pubblici in questo momento è un rischio. Io stesso sto seguendo le lezioni a distanza”. Altra disamina che accomuna gli studenti riguarda le prove intercorso: “In presenza non è possibile sostenerle. A distanza, i professori non sono orientati a svolgerle e, da studente, capisco il motivo. Però, per noi che abbiamo programmi incentrati sulle materie scientifiche e molti esami scritti, sarebbero una salvezza”. Matricole prevalentemente in presenza e studenti più grandi in maggior numero da casa fino a metà ottobre, è il quadro che dipinge Daniele Palo, rappresentante degli studenti del Corso di Laurea Triennale in Informatica, di cui frequenta il terzo anno: “La recente ordinanza della Regione Campania non ha fatto altro che confermare questo trend che, oltretutto, non riguarda solo noi, ma accomuna un po’ tutti i corsi dell’Ateneo. Io stesso sono tra quegli studenti con la paranoia del virus che aveva deciso di seguire da casa”. I suoi colleghi connessi in streaming hanno lamentato, però, qualche disagio, “legato ai comportamenti di alcuni docenti, questo vale per tutti e tre gli anni di Informatica, che suonano un pochino scorretti nei confronti di chi non è in aula. Mi dicevano di professori che non si fanno vedere in webcam o che non la accendono affatto oppure che escono dall’inquadratura mettendosi in punti dell’aula da cui non si riesce a sentirli bene. Noi siamo persone, non solo numeri, e abbiamo sentimenti e paure che vanno rispettate”. Pollici in su sicuramente per il percorso di informatizzazione compiuto dall’Ateneo “che si è dotato di apparecchiature di alta qualità grazie alle quali i professori ci mettono a disposizione slide, appunti, esempi, permettendoci di svolgere tranquillamente anche le esercitazioni di cui abbiamo bisogno”. Tutti gli anni del corso sono interconnessi grazie ad un gruppo whatsapp, “il che è un grande risultato, frutto di un lavoro cominciato a metà del 2019. Grazie al gruppo, gli studenti possono scambiarsi in maniera diretta appunti e consigli e ricevere risposta alle domande in tempo reale. Per le matricole è utile anche perché offre un terreno di confronto con gli studenti più grandi che hanno già affrontato argomenti che a loro magari, in questo momento, riescono difficili”. Resta in sospeso la questione esami: “A settembre sono stati svolti in maniera ibrida, da ottobre sarebbero tornati in presenza. Era in ballo una proposta di far sì che rimanessero in modalità ibrida, a discrezione del docente”. Un ultimo appunto riguarda la piattaforma di e-learning “che dovrebbe essere aggiornata. Il suo scopo è quello di permettere anche a chi non può seguire le lezioni di prepararsi adeguatamente per l’esame, ma si trova spesso del materiale talmente datato da non poter essere utilizzato. Aggiungo che c’è ancora qualche professore che non sempre registra le lezioni. Io lavoro e recupero le videolezioni la sera, ma in alcuni casi mancano. Questa è una perdita a cui si potrebbe sopperire grazie alla piattaforma di e-learning, se fosse impiegata meglio”. 
Niente più attese per le pergamene di laurea
Interviene su laboratori e tirocini Ludovica Martinisi, rappresentante degli studenti in Consiglio del Corso di studi in Scienze Biologiche e della Scuola Interdipartimentale delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute: “La situazione tirocini si è sbloccata, non solo per noi di Biologia. Le aziende esterne ci accettano nuovamente nei loro laboratori, c’è l’opportunità di fare delle cose in co-presenza ed entrare anche nei laboratori dell’università. La nuova ordinanza regionale è restrittiva per le lezioni e questa volta non siamo stati penalizzati. Speriamo, però, che non cambino le cose”. Quanto al Corso di Scienze Biologiche nello specifico, “la nostra realtà è un po’ più particolare perché siamo gli unici, nella Scuola, ad avere dei laboratori obbligatori. Potremo fare anche questi in sede, divisi in gruppi da due o tre persone, e fatti su più giorni. Sarebbero meno ore rispetto a quelle curriculari, ma meglio di niente. Possiamo dire che, per la maggiore, la situazione è positiva”. Tira le somme, riportando i risultati dell’ultimo Senato Accademico tenutosi nella prima metà di ottobre, Giuliano Riccio, studente magistrale di Ingegneria, rappresentante in Senato Accademico: “Il Rettore ci ha dato la massima disponibilità. Già prima dell’ordinanza regionale stavamo riflettendo sull’opportunità di preferire la modalità a distanza, anche per il primo anno, soprattutto per i corsi molto popolati come quelli di Economia e Scienze Motorie. Il Rettore si è impegnato anche a far sì che tutti i docenti registrino le lezioni e abbiano cura di quelle online”. Altra richiesta accolta “riguarda la segreteria del Centro Direzionale dove c’era un solo impiegato, il che comportava la creazione di file chilometriche. Abbiamo chiesto che ci fosse un’implementazione del personale a disposizione. Abbiamo ottenuto anche che le pergamene di laurea vengano stampate e consegnate subito come accade in altri Atenei. Questo argomento ci stava molto a cuore perché prima si trattava di aspettare tanto, anche quattro anni”.
 
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