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News L. Vanvitelli


A 'Casa Morra' fruibile dal pubblico una ricerca che ha coinvolto docenti e studenti di Architettura

 News pubblicata il 27/10/2017
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Una parentesi architettonica da ricostruire e un genio da studiare e ricercare tra le pagine ancora non scritte della storia dell’Architettura a Napoli. Queste le allettanti motivazioni, non solo accademiche, che hanno condotto ad un protocollo di intesa tra Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale di Aversa, diretto dal prof. Luigi Maffei, e la Fondazione Morra, presieduta da Teresa Carnevale, il cui spazio museale, gestito dal gallerista Giuseppe Morra, ha sede nel maestoso Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona di cui fino a pochissimo tempo fa si sapeva molto poco, almeno da un punto di vista architettonico. Grazie ad un lavoro di ricerca coordinato dalla professoressa Ornella Zerlenga, oggi le informazioni riguardanti questo casino di caccia prima e residenza dei principi d’Aragona poi, oggi archivio di arte contemporanea denominato Casa Morra, sono molte di più e rendono giustizia ad una costruzione per tanto tempo accantonata che merita di essere valorizzata proprio in linea con la mission della Fondazione Morra. Un’indagine che è stata racchiusa nelle tesi di laurea di tre studenti di Architettura e che poi non è rimasta intrappolata tra le mura universitarie ma è scesa sul territorio in occasione della seconda mostra di Casa Morra sotto forma di brochure e video con i quali il team di ricerca ha presentato al pubblico i risultati ottenuti nel campo del rilievo e della rappresentazione della scala monumentale del palazzo. “Il nostro lavoro ha ruotato intorno a questa caratteristica scala sia per spazio che per forma e alla sua discussa attribuzione a uno degli architetti più significativi per la città di Napoli dove ha lasciato una impronta indelebile”, spiega la prof.ssa Zerlenga a capo di una squadra in cui gli aspetti strutturali sono stati curati dalla prof.ssa Claudia Cennamo, il coordinamento grafico dal dottorando di ricerca Vincenzo Cirillo, mentre il referente per eccellenza è stato il prof. Alfonso Gambardella, Preside fondatore della Facoltà di Architettura ad Aversa e profondo conoscitore dell’architetto Ferdinando Sanfelice. Ed è proprio intorno alla sua figura di “architetto scenografo e della meraviglia” che si è svolto il lavoro di indagine per le strade e i palazzi di Napoli impreziositi da una progettualità inedita per il secolo che...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 27 ottobre (n. 16-17/2017)
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