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News L. Vanvitelli


Incontro partecipato al Dipartimento di Lettere

A lezione di Storia con Aurelio Musi

 News pubblicata il 31/10/2017
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Una lezione molto particolare per un centinaio di studenti del Dipartimento di Lettere. Hanno avuto la possibilità di incontrare e dibattere con l’autore del volume che studiano al corso di Storia del Mezzogiorno. In cattedra, una  personalità di chiara fama, editorialista di quotidiani e periodici: il prof. Aurelio Musi, Ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Salerno. La centralità del Mezzogiorno, considerato una Nazione nella Nazione, è il motivo centrale dell’opera “Il Regno di Napoli” che assembla il risultato di ricerche condotte negli ultimi venti anni. Fermare il pendolo che ondeggia fra mito e realtà: “Fermare l’oscillazione vuol dire riconoscere che c’è un’area, quella napoletana, che vanta una certa consistenza nazionale. Un Regno che è il più antico d’Italia, durato dal 1130 al 1861. Non vi è testimonianza di un’altra realtà che possa vantare una tale continuità Stato-nazione. Ciò spiega anche perché alcuni patrioti risorgimentali dell’Ottocento vagheggiarono la possibilità che da Napoli potesse partire il processo di unificazione nazionale, sebbene gli esiti furono poi diversi. Questa è la chiave di lettura del mio libro: se da un lato identifica con un sentimento d’orgoglio il peso della nostra storia nel contesto nazionale, al contempo ne evita il processo di mitizzazione”, ha detto Musi durante la lectio magistralis che si è tenuta il 18 ottobre presso il Dipartimento, evento organizzato e moderato dal prof. Giulio Sodano, docente di Storia del Mezzogiorno. Un’esaltazione che si riscontra anche nello storico motto dell’autore Velardiniello, che nelle sue Stanze declamava: ‘Sai quando fuste, Napoli, Corona? Quando regnava Casa d’Aragona!’. Un periodo nel quale la città di Napoli conobbe un particolare momento di fioritura nei vari campi del sapere ma anche e soprattutto nell’affermazione politica. “L’istituzione monarchica rivestì un ruolo importantissimo nella storia del Regno – afferma Musi – dando origine ad un sentimento molto radicato e diffuso di rispetto e devozione da parte del popolo nei confronti del potere costituito. Nella figura del sovrano si rispecchiava l’identità di un popolo. Ciò accadde poiché...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 27 ottobre (n. 16-17/2017)
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