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News L. Vanvitelli


Incontro al Distabif. Le testimonianze di chi ha accettato la sfida

Erasmus, "un'esperienza che cambia la vita"

 News pubblicata il 24/05/2017
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Da Rotterdam a Bordeaux passando per Monaco di Baviera e finendo a Singapore. Sono alcune delle mete scelte per il progetto Erasmus da alcuni coraggiosi studenti, oggi dottorandi o dottori di ricerca. Presenti al seminario “Erasmus e Internazionalizzazione: le nostre esperienze”, condotto dal prof. Pieter De Lange, delegato Erasmus del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche (Distabif), che si è tenuto lunedì 8 maggio e che ha visto un’aula gremita di studenti desiderosi di partire e andare a studiare all’estero. Quattro ex studenti si sono raccontati attraverso ricordi ed istantanee della loro esperienza estera di studio e alcune pubblicazioni che hanno concluso i progetti di ricerca che li avevano portati in centri ed istituti universitari oltre i confini nazionali. Ma perché fare un’esperienza all’estero in ambito universitario? “L’Erasmus è una scuola – afferma il prof. De Lange – è un banco di prova per il futuro e per capire se si hanno delle capacità”. Sono pienamente d’accordo i ragazzi che hanno accettato di condividere la loro storia, come Giuseppe Delli Paoli che per sei mesi (dopo i primi tre ha voluto raddoppiare la sua permanenza) è stato in Olanda per il progetto di ricerca sul ruolo della SNPs nel metabolismo energetico degli atleti. “È un’esperienza di vita che ti forma dal punto di vista sociale e culturale e che ti permette di conoscere da vicino usi e costumi di altri Paesi e non necessariamente di quello ospitante, come è accaduto a me che ho vissuto in un ambiente multietnico e internazionale, ma anche di quelli da cui provengono i tuoi colleghi e compagni – spiega Giuseppe – Inoltre fa curriculum, lo arricchisce, ed influenza molto l’esito di un colloquio di lavoro, anche se hai fatto un’esperienza all’estero di pochi mesi, molto più di un voto di laurea alto. Alle aziende interessano molto l’apertura mentale e la capacità di adattarsi di un candidato. Ed infine è un’esperienza che diverte, il che non guasta”. ‘Changing Lives, Opening Minds’ è appunto lo slogan adottato dal progetto Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, un programma di mobilità studentesca dell’Unione Europea nato ben 30 anni fa e che...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 19 maggio (n.8/2017)
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