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News L. Vanvitelli


Aumentano i casi di suicidio fra gli universitari. Quanto gli insuccessi nel percorso formativo possono incidere sulla drammatica scelta di togliersi la vita?

Il male di vivere degli studenti

La parola al prof. Dario Grossi, Direttore del Dipartimento di Psicologia dell'Università Vanvitelli

 News pubblicata il 09/03/2018
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Diciotto febbraio: un ventiseienne si spara nella sua abitazione, in provincia di Salerno, nel giorno in cui, come aveva detto, sarebbe dovuto andare a Napoli a discutere la sua tesi di laurea in Biologia alla Federico II. Sette dicembre 2017, uno studente di 21 anni, di nazionalità marocchina, si uccide lanciandosi nel vuoto all’interno del campus di Fisciano, dopo una lite furibonda con una sua coetanea, ex fidanzata, che aveva picchiato, secondo le testimonianze di chi aveva assistito alla scena. Maggio 2017: un diciannovenne di Campagna si lancia dal terzo piano della biblioteca dell’Università di Salerno, dove studiava. A gennaio dello scorso anno si era suicidato, sempre lanciandosi nel vuoto in Ateneo, un ragazzo iscritto al Suor Orsola Benincasa. Prima ancora, nel 2013 e nel 2011, erano state due studentesse della Federico II - una iscritta ad Ingegneria, l’altra a Farmacia - ad uccidersi con un salto nel vuoto, ed entrambe avevano scelto di farlo nella Facoltà che frequentavano. Storie diverse, perché differenti sono le biografie dei giovani suicidi, accomunate però dalla circostanza che si trattava di studenti universitari. Ateneapoli ha intervistato su questo tema il professore Dario Grossi, Direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Vanvitelli, dove insegna Neuropsicologia.
“Derubati della speranza” nel futuro
C’è un incremento di casi di suicidio tra gli universitari negli ultimi anni rispetto al passato?
“Non ho dati sotto mano, ma la sensazione - anche alla luce delle notizie che sono state riportate dai giornali - è che sia così”. 
C’è un filo rosso che accomuna la decisione dei giovani universitari di togliersi la vita?
“Naturalmente non si può generalizzare, perché ogni storia è a sé e io non le conosco certamente tutte. Quello che non ho problemi a dire è che gli universitari, o almeno moltissimi universitari, oggi soffrono...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 9 marzo (n. 4/2018)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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