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News L. Vanvitelli


Il prof. Francesco Catapano eletto alla guida della Scuola di Medicina e Chirurgia

Innovazione, integrazione, internazionalizzazione e inclusività: i concetti chiave del programma

 News pubblicata il 19/02/2021
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“Proseguo il percorso di impegno istituzionale che ho svolto come Direttore di Dipartimento e Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Per questo ho ritenuto, con sincero spirito di servizio, di mettere a disposizione della nostra comunità accademica l’esperienza e le competenze maturate in questi ultimi anni, e di presentare la mia candidatura”. Il prof. Francesco Catapano, Ordinario di Psichiatria, sintetizza il motivo che lo ha spinto a proporsi alla presidenza della Scuola di Medicina della Vanvitelli. Si è votato il 16 febbraio e non c’erano rivali. Nel corso di vari incontri svoltisi nelle scorse settimane Catapano aveva raccolto un buon consenso informale. Sostituirà al timone della Scuola il prof. Fortunato Ciardiello, ora nella squadra del Rettore Gianfranco Nicoletti dove è Prorettore funzionale, con delega ai rapporti con l’Azienda Policlinico. La Commissione elettorale era composta dal prof. Mario Maj, decano della Scuola, che la presiede, e dai professori Pasquale Sansone (Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica) e Giuseppe Signoriello (Dipartimento di Salute Mentale e Fisica e Medicina Preventiva). 
“Sono pienamente consapevole dell’impegno e delle responsabilità che tale incarico istituzionale comporta - sottolinea Catapano - soprattutto in questa fase della nostra vita accademica, caratterizzata da difficoltà e incertezze legate alle drammatiche conseguenze della pandemia. Difficoltà e incertezze che la nostra comunità è riuscita a fronteggiare in maniera eccellente, grazie alla gestione oculata della nostra governance e alla solidità acquisita negli ultimi anni dalla nostra istituzione. Sono altresì convinto che, superata questa fase emergenziale, saremo nell’immediato chiamati a confrontarci con una serie di sfide, rilevanti e impegnative, che incideranno in maniera determinante sulle ulteriori prospettive di crescita dell’Ateneo e sul futuro dei colleghi più giovani. Sfide che, per l’area medica, spaziano dall’innovazione dei percorsi formativi e delle metodologie di erogazione della didattica, al miglioramento delle strutture e dei servizi a disposizione degli studenti; dall’ampliamento della nostra partecipazione alla rete regionale delle emergenze, all’attivazione del pronto soccorso fino all’apertura del Policlinico a Caserta”. Sfide, incalza il docente, che richiederanno l’impegno costante “di un gruppo coeso e disponibile a individuare obiettivi perseguibili, effettuare scelte condivise, sviluppare progetti realistici, elaborare una visione unitaria e dinamica del nostro futuro, che rispecchi la nostra identità culturale, appartenenza e valori. Ritengo che la Scuola di Medicina e Chirurgia abbia pieno titolo a svolgere questo ruolo, in stretta sinergia con la governance dell’Ateneo e nel rispetto dell’autonomia e delle prerogative dei singoli Dipartimenti”. Non si parte da zero, argomenta, perché “in questa nuova esperienza, il mio compito sarà sicuramente facilitato dalla stretta sintonia con le linee programmatiche del nuovo Rettore Nicoletti, e dalla solidità acquisita dal nostro Ateneo negli ultimi anni. Ai colleghi che mi hanno preceduto in questo incarico va il mio sincero apprezzamento, certo di poter contare anche in futuro sulla loro preziosa competenza e collaborazione”.
Quali sono gli obiettivi principali del programma del nuovo Presidente della Scuola di Medicina per il prossimo triennio? “Utilizzerei - risponde - alcune parole chiave: innovazione, integrazione, internazionalizzazione e inclusività”. Si sofferma sul primo concetto: “Innovazione nei contenuti e nelle modalità di erogazione delle attività didattiche, attraverso una ridefinizione dei percorsi formativi e la sperimentazione di nuove metodologie didattiche che consentano di rispondere efficacemente alle nuove domande di formazione e qualificazione professionale in ambito sanitario. L’obiettivo è quello di favorire nel campo della formazione di base e specialistica esiti di livello qualitativo di eccellenza e di riconosciuto valore scientifico che aumentino l’attrattività della nostra offerta didattica, soprattutto per gli studenti più motivati, e facilitino ai nostri laureati l’accesso ai livelli più avanzati della formazione professionale e il rapido inserimento nel mondo del lavoro. Questo processo passa necessariamente per un miglioramento della qualità dei percorsi di apprendimento sul campo e al letto del paziente e una programmazione delle attività professionalizzanti dei Corsi di Laurea, che ottimizzi la disponibilità di strutture e di personale, e incrementi l’utilizzazione di simulazioni in ambienti protetti e delle nuove tecnologie”. Quanto alla integrazione, dice Catapano, “va perseguita tra attività didattica, ricerca e assistenza sanitaria, finalizzata al raggiungimento e al mantenimento dei più elevati livelli qualitativi in tutte queste aree. È una integrazione che richiede necessariamente un’ottimizzazione ulteriore dei rapporti tra ateneo, Dipartimenti e Azienda Ospedaliera universitaria”. Il sostegno ai programmi di internazionalizzazione (in ingresso e in uscita) per gli studenti e il personale docente è il terzo pilastro del programma. “Significa diffusione e pubblicizzazione delle informazioni sui vari programmi in corso o in progettazione; promozione all’estero dell’offerta formativa mediante canali digitali; supporto alle iniziative di accoglienza e semplificazione delle procedure amministrative per gli studenti provenienti dall’estero”. L’obiettivo di tutto ciò è quello di realizzare “una Scuola inclusiva, in cui tutte le diverse componenti abbiano possibilità di esprimersi, proporre, e anche criticare, a partire da un reale e concreto coinvolgimento della componente studentesca nei processi decisionali e nelle scelte programmatiche. Una Scuola che dunque promuova una stretta collaborazione al suo interno e una sostanziale apertura all’esterno, che faccia della condivisione e della trasparenza i suoi assi portanti. Apertura all’esterno che significa anche creazione di sinergie con le realtà assistenziali del territorio, gli ordini professionali ed enti qualificati di ricerca nazionali e internazionali per sviluppare strategie di accompagnamento al lavoro realmente efficaci”. Promette attenzione alle esigenze degli studenti i quali “dovranno sempre essere al centro della nostra azione e dovranno acquisire un ruolo sempre più propositivo e progettuale, sentirsi parte attiva di una comunità”. In questa direzione, argomenta ancora il nuovo Presidente, “è essenziale migliorare, in stretta sinergia con la governance dell’Ateneo, la quantità e la qualità delle strutture e dei servizi a loro disposizione. Aule; spazi studio; biblioteche; adeguamento tecnologico; implementazione dei servizi di orientamento e di accompagnamento al lavoro; residenze. Va riconosciuto che negli ultimi anni, l’Ateneo ha fatto davvero sforzi notevoli, così come è riconosciuto dagli stessi studenti ed è stato confermato dalle brillanti valutazioni recentemente ricevute dall’ANVUR”. 
La scelta del prof. Catapano di candidarsi alla presidenza della Scuola di Medicina e la sua elezione a metà febbraio liberano una casella al vertice della Presidenza del Corso di Laurea in Medicina, sede di Napoli. I due incarichi sono, infatti, incompatibili. Sono già iniziati alcuni colloqui e contatti finalizzati a mettere in campo una candidatura unitaria ed in tempi relativamente brevi. Si dovrebbe andare alle urne per scegliere il successore di Catapano entro la fine di marzo. 
 
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