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News L. Vanvitelli


Autrice di un libro autobiografico, è iscritta all'ultimo anno della Triennale al Dipartimento della Vanvitelli

Irene, studentessa in Psicologia, racconta la sua battaglia contro l'anoressia

 News pubblicata il 17/05/2019
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Si esprime con pacatezza Irene Cortellessa, studentessa di Psicologia presso il Dipartimento omonimo dell’Università Luigi Vanvitelli, autrice del libro autobiografico “Come nuvole all’orizzonte”. Accompagnata dall’amica Chiara, figura di grande rilievo per lei, si siede. Il suo sguardo color cielo tradisce un passato recente segnato da solchi ancora ben percepibili nelle sue parole. Parole che, tuttavia, fuoriescono risolute invitando (o forse obbligando) alla riflessione. Sì, perché Irene ha combattuto una battaglia silenziosa per alcuni anni, dal 2013, contro un nemico sleale: l’anoressia, che è riuscita a superare anche grazie al fondamentale sostegno della psicoterapia. “È qualcosa che non scegliamo noi, una malattia che come tale va trattata”, dice Irene, “è il sintomo estetico di un malessere interiore”. Una condizione che deriva dall’illusoria consapevolezza di poter tenere sotto controllo le proprie abitudini alimentari, senza la coscienza di esservi invece sottomessi. “Vittime dell’ossessione”, definisce Irene le persone che, come lei, hanno affrontato e stanno affrontando questo difficilissimo percorso che, a volte, non lascia via di scampo. Lei ce l’ha fatta e, sebbene l’infido avversario non disponga di pietà, le ha donato la consapevolezza di quello che vorrà fare in futuro. Non ci pensava neanche alla psicologia, Irene, anzi, voleva  iscriversi a Ingegneria, voleva studiare e scoprire nell’ambito dell’ingegno umano; poi tutto è cambiato. Le si dipinge un sorriso che irradia una spettacolare voglia di vivere. “Io vorrei che questa malattia non esistesse più. Certo, non posso risolvere le situazioni, ma posso capirle”, e lei sa bene quanto sia importante questo processo: capire. La psicologia è fondamentale in questo, perché quando si è affetti da patologie come l’anoressia si vive come in una bolla. L’incapacità del soggetto di esprimere ciò che affolla la sua mente...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 17 maggio (n. 8/2019)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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