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News L. Vanvitelli


Perché ha vinto Trump, dibattito sulle elezioni USA a Scienze Politiche

 News pubblicata il 24/11/2016
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Una finestra sul mondo, su quella fetta di mondo che si trova oltreoceano e che ha appena eletto come quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America il plurimiliardario e politicamente scorretto Donald Trump. È l’incontro che si è svolto al Dipartimento Jean Monnet di Caserta grazie all’iniziativa del professore Diego Lazzarich che ha invitato per l’occasione, lunedì 21 novembre nell’aula 3 del Dipartimento di Scienze Politiche, Anthony Ranzulli, primo Segretario degli Affari Interni all’Ambasciata americana a Roma. Una riflessione su un momento importante per l’Occidente proprio perché gli USA non sono uno Stato come un altro ed è per questo che tutti si interessano a ciò che vi accade. Le elezioni presidenziali rappresentano, quindi, un evento da seguire con una certa attenzione. Gli Stati Uniti sono speciali perché è una realtà che da colonia è diventata potenza (dopo la II Guerra Mondiale ha trainato le sorti dell’Occidente con il Piano Marshall) attraverso la presa di coscienza e di parola nella storia di un soggetto collettivo. “Perché ha vinto Trump?”, questo è il titolo e l’interrogativo attorno al quale ha ruotato l’incontro che ha visto la partecipazione di molti studenti del Corso di Laurea in Scienze Politiche ma anche di ricercatori, docenti e semplici curiosi. Donald Trump è stato designato leader del Partito Repubblicano, lui che in passato era iscritto al Partito Democratico, attraverso il sistema delle primarie che, nel suo caso, sono state ‘aperte’, cioè anche chi non era iscritto al Partito aveva la possibilità di esprimere la propria preferenza tra decine e decine di candidati (il Partito Democratico ha invece optato per delle primarie chiuse). Ciò che ha sorpreso molto, nella mappa dei risultati fruibili sulla maggior parte dei siti di informazione, è che anche gli Stati post industriali, roccaforti del Partito Democratico dove il ruolo dei Sindacati è sempre stato forte, oggi si sono schierati a favore del Partito Repubblicano. Anche la Working Class, bianca e nera, ha preferito dar fiducia a un uomo potente che alle spalle non ha alcuna tradizione politica ma un patrimonio immobiliare da capogiro. Trump ha ottenuto 61.500.000 voti contro i 62.900.000 di Clinton ma l’ha spuntata...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola da venerdì 25 novembre (n.19/2016)
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