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News L. Vanvitelli


Consigli agli studenti e prossime iniziative

Un invito alla lettura e alla frequenza attiva dai docenti di Lettere e Beni Culturali

 News pubblicata il 12/03/2018
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Pensate ad un giallo. Magari ad ‘Assassinio sull’Orient Express’ di Aghatha Christie. “Il divertimento è scoprire chi è l’assassino, chi dei protagonisti è implicato nella vicenda. Insomma, comprendere cosa voglia dimostrare l’autore, dove voglia condurre il lettore. Bene, questo è lo spirito che deve contraddistinguere l’approccio allo studio”, afferma il prof. Paolo De Marco, docente di Storia contemporanea al Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (Dilbec), nel dispensare consigli agli studenti. Prosegue: “Nell’epilogo di ogni libro, manuale, monografia, c’è una sorta di finale dove l’autore riassume la tesi sostenuta nel suo testo. Se siete giunti a comprenderla vuol dire che avete studiato bene, non dovete fare più nulla. Compreso un testo, esso permane indelebilmente nella memoria. Si ricorda quel concetto espresso per tutta la vita. Mentre, se ci sforziamo di ricordare nozioni su nozioni, non ci rimarrà nulla. Se proviamo ad imparare a memoria qualcosa, magari ci riusciamo nel contingente, ma prima o poi quanto acquisito è destinato a precipitare nel dimenticatoio. Bisogna essere in grado di comprendere cosa è davvero essenziale nell’economia di un testo, provvedendo ad una raziocinante scrematura dei vari argomenti”. Poi, una sollecitazione a leggere qualsiasi prodotto letterario con passione: “La lettura aumenta la conoscenza. Anche i romanzi forniscono informazioni importanti e ci consentono di avere un’idea di sensibilità sfaccettata. Attraverso vari autori e personaggi viviamo vite diverse arricchendo la nostra”. Lo affermava Umberto Eco nell’articolo “Perché i libri allungano la vita” pubblicato sulla rubrica dell’Espresso ‘La bustina di Minerva’ nel 1991, ed il monito rimane insensibile all’inesorabile volgere del tempo: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.
Consigli d’impronta senechiana, che a tratti sembrano evocare il De Brevitate Vitae, promanano dal docente di Letteratura Latina Medievale ed Umanistica Daniele Solvi il quale ritiene...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 9 marzo (n. 4/2018)
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