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La Microeconomia: una "metodologia" più che una disciplina

 News pubblicata il 11/01/2018
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È da sempre considerato “l’esame” di Economia, superato il quale ci si sente già un po’ laureati. Un tempo, veniva addirittura rimandato alla fine del percorso. Stiamo parlando di Microeconomia, da sempre oggetto di grande preoccupazione per gli studenti, anche se meno che nel passato, complice le riforme dei Manifesti degli Studi e un mutato quadro generazionale. “La cosa più difficile è farne comprendere a pieno le ricadute – dice il prof. Giovanni Immordino, docente della disciplina, con il quale approfondiamo le tematiche culturali legate a questo settore di studi – Per questo, durante le prime lezioni, cerco di scandalizzare i ragazzi facendo degli esempi che coinvolgano anche l’Etica, per indurli a porre domande e ragionare sulle implicazioni e il valore delle scelte”. Quando Nelson Mandela fu eletto Presidente del Sud Africa, il Paese era molto povero e i contagi da HIV estremamente diffusi. Pertanto, il neopresidente chiese alle case farmaceutiche di poter acquistare le medicine, allora salvavita, ad un prezzo inferiore da quello corrente. “Le aziende, ricorrendo al principio di Arbitrato, si rifiutarono. Nulla, infatti, garantiva che i paesi poveri non avrebbero venduto ad un prezzo maggiore le medicine acquistate in maniera vantaggiosa”, prosegue il professore. Ovviamente l’esempio, oltre ad essere di grande attualità, è anche toccante e contraddittorio. Scoprire una molecola costa, in termini di investimenti, miliardi e l’incentivo è l’attesa dei profitti che...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dall'8 dicembre (n. 20/2017)
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