Attendere prego...

News


L'inventore di due farmaci per HIV ed epatite C neo ordinario a Farmacia

Dal mondo aziendale all'università: Vincenzo Summa, 55 anni, docente di Chimica farmaceutica e tossicologica II a CTF. Agli studenti: "il limite di una carriera è quello che noi fissiamo"

 News pubblicata il 30/12/2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
“Quando si parla di farmaci bisogna sempre cercare il bandolo della matassa, capendo perché sono stati sviluppati, quando, quali erano le conoscenze fino ad allora e cosa si è scoperto a posteriori”. Gli anni di ricerca in aziende farmaceutiche, quasi 14 alla Merck e oltre 20 alla IRBM di Pomezia, riaffiorano chiaramente in un linguaggio che sovente collega scienza, pragmatismo e risultati. Dall’azienda all’Università è il viaggio che ha compiuto a inizio anno accademico Vincenzo Summa, 55 anni, uno dei nuovi arrivati al Dipartimento di Farmacia grazie ai fondi derivati dal riconoscimento di Eccellenza. È alla prima esperienza da docente universitario di prima fascia: “ho trovato un Dipartimento molto efficiente e proiettato verso gli studenti e le realtà industriali. Altro aspetto positivo è l’ampia collaborazione con i colleghi. C’è disponibilità a condividere progetti, visioni e strategie”. L’esordio in aula al primo semestre con l’insegnamento di Chimica farmaceutica e tossicologica II. Di fronte a sé gli studenti del quarto anno di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche: “la classe è numerosa. Ho trovato studenti ‘smart’, capaci di connessioni con altri corsi, con un’ottima preparazione di base e un grande interesse”. Studenti invitati a guardare ciò che si studia “con ottica traslazionale. È un lavoro di comprensione di meccanismi e attività. Mi interessa molto che sappiano qual è il lavoro per identificare un farmaco”. Scritto e orale l’esame: “va assimilato e compreso bene. Più che nozioni a memoria, devono avere chiari i concetti di base”. Soprattutto da CTF e da Chimica le provenienze dei giovani aspiranti collaboratori con i quali si è confrontato e ha selezionato per il proprio team durante il lavoro in azienda. Il prototipo di laureato che ha avuto di fronte: “è molto gruppo-dipendente, in relazione al tipo di lavoro sperimentale svolto per la tesi, e Università-dipendente. All’Università, comunque, ci sono gruppi di eccellenza che preparano in maniera ottima studenti e dottorandi”. Il diktat per chi è interessato alla ricerca sperimentale: “in ambito industriale si prediligono gli studenti che hanno svolto una tesi sperimentale. La natura del lavoro implica il lavorare in laboratorio”. Due i farmaci nati dal suo team. Si chiamano...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 10 dicembre (n. 19/2019)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



Registrati alla Newsletter

Registrati alla nostra newsletter e riceverai le ultime news direttamente nella tua casella!