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"L'Università ci penalizza", l'appello disperato dei fuoricorso

Casus belli: piani di studio bloccati

 News pubblicata il 14/11/2017
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La corona d’alloro è solo un simbolo per testimoniare il traguardo raggiunto dopo anni di sacrifici, notti insonni sui libri, salti degli appelli e tentativi falliti agli esami scritti, ma spesso per i fuoricorso diviene motivo di frustrazione e malessere, come emerge dalle voci di quattro studenti napoletani, tra i 24 e i 26 anni. Immatricolatisi nel lontano 2011, non hanno ancora centrato l’obiettivo laurea. Fuoricorso sì, ma con una media che s’aggira intorno al 27, vogliono perciò smentire alcuni falsi miti sulla loro categoria. Perché spesso il fuoricorso può essere ‘questione di lingua’. “Sono al quarto anno fuori corso e mi mancano solo cinque esami. All’inizio del mio percorso avevo scelto Inglese e Arabo. Malgrado una forte motivazione, ho riscontrato non poche difficoltà a superare gli esami di Lingua, cosa che ha inciso molto anche sul profilo psicologico”. Parla Rita C., iscritta a Mediazione Linguistica e Culturale. “Sono stata più volte bocciata, nonostante abbia frequentato a più riprese i corsi e affrontato spese aggiuntive per supplire le mie lacune con ulteriori lezioni private”. Nel suo caso, non crede di aver fallito nella scelta del Corso di Laurea: “Non mi sono mai pentita di aver optato per Lingue, tant’è che ho superato ad oggi circa 15 esami. Con Inglese non è stato mai facile, certo, provenivo da un Liceo Classico quindi ho dovuto apprendere le basi della grammatica daccapo, ma senza perdere la determinazione. Con Arabo, purtroppo, non si è mai creato feeling. Ho puntato su una lingua che, speravo, mi potesse garantire un lavoro e, invece, ho toppato”. 
Una questione di lingua
Giunta a questo punto, dopo numerosi tentativi falliti, la studentessa decide perciò a malincuore di cambiare lingua, ma l’Università non glielo concede. “Sentiamo tanto parlare di studenti che non si laureano in tempo, ma non è tutta colpa del nostro mancato impegno”, replica Federica M., di Lingue, Lettere e Culture Comparate. “L’Università ci penalizza. Studenti lavoratori e fuoricorso sono le classi più deboli. Anch’io ho avuto un problema analogo con Cinese: mi sono...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 10 novembre (n. 18/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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