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Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati

"Poche Università in Italia possono vantare il ventaglio di lingue che noi offriamo"

 News pubblicata il 22/07/2020
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Studi Letterari, Linguistici e Comparati: i tre ambiti di studio interdisciplinari su cui si innerva il Dipartimento, diretto dalla prof.ssa Maria Carmela Laudando, che accoglie il più alto numero di iscritti nell’Ateneo (oltre il 70%). Un progetto che “si radica in una consolidata ricerca pluridisciplinare e comparata sulle lingue, le letterature e le arti performative dell’Europa occidentale e orientale e delle Americhe che mira a promuovere il dialogo tra le culture e l’integrazione sociale in uno scenario globale sempre più complesso”, afferma la docente di Letteratura Inglese. Gli obiettivi alla base dei tre Corsi di Laurea incardinati: “favorire la conoscenza delle differenze quale base irrinunciabile per comprendere la realtà contemporanea”. Sono Lingue e Culture Comparate; Lingue, Letterature e Culture dell’Europa e delle Americhe; Mediazione Linguistica e Culturale. Una ricchezza incomparabile di discipline nell’area linguistica e culturale, con le rispettive letterature e filologie, che annovera oltre 40 lingue offerte, a cui “si unisce l’ampiezza e la solidità delle metodologie e degli strumenti critici”. E ancora, una grande attenzione per le arti performative con le discipline dello spettacolo. “Gli studi teatrali vantano una lunga tradizione attenta al territorio ma anche alle ricerche sulla recitazione e la regia in ottica transnazionale”. Un patrimonio di confronto e dialogo tra settori della conoscenza declinato attraverso “una forte vocazione comparatistica sia in senso diacronico che sincronico, dai transiti di epoca medievale fino alle più recenti narrazioni coloniali e postcoloniali”; ma anche in senso territoriale, con fitti incroci dal nord al sud, dall’est all’ovest, “attorno al bacino del Mediterraneo e all’asse balcanico”. Un biglietto da visita promettente per lo studente che ambisce allo studio delle lingue straniere, il quale deve tuttavia guardare all’offerta in una dimensione passato-presente che predilige sì le forme contemporanee ma che “si coniuga sempre programmaticamente alla ricostruzione del passato e alla questione della memoria culturale”. È questa la peculiarità che caratterizza soprattutto “lo studio del patrimonio letterario e culturale di lingue come inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese”. Questo impianto, infatti, “allarga notevolmente l’estensione geografica lungo le rotte coloniali del passato e/o quelle diasporiche del presente”. In effetti, “è difficile ritrovare altrove una tale ricchezza. Poche Università in Italia possono vantare il ventaglio di lingue che noi offriamo a entrambi i livelli, di triennio e di magistrale”. In riferimento all’Europa, per esempio, “penso all’area nordica e scandinava con il nederlandese, lo svedese e il finlandese, all’area balcanica con serbo-croato, albanese, bulgaro e romeno, per non parlare del blocco centro-orientale con russo, polacco e ceco, e alle Americhe grazie agli studi anglo-americani e ispano-americani”. Dialogo interculturale, riflessione sulla complessità della storia, multilinguismo: tutto ciò che è possibile scoprire qui. Come scegliere il Corso giusto? “Dipende molto dal grado di curiosità intellettuale dello studente e dalla sua disponibilità a ‘viaggiare’ lungo rotte più o meno familiari”. Oltre a Mediazione Linguistica e Culturale rimodulato a partire dall’anno scorso, in seguito a una modifica di ordinamento, in una direzione perfettamente professionalizzante, ambedue i Corsi di classe 11 “offrono competenze spendibili negli ambiti tipici della formazione umanistica, come quelli della comunicazione e dei servizi, nelle relazioni interculturali e in ogni attività di internazionalizzazione”. Ampie prospettive occupazionali, dunque, in cui “la differenza può essere data dalla richiesta più o meno alta di questa o quella lingua. Un settore da non sottovalutare per entrambi è, infine, quello del turismo culturale e dell’industria creativa legata ai media e alle digital humanities”.
 
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