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Esami alle porte, ricomincia la sessione

Al primo anno di Mediazione, "la linguistica è una disciplina meritocratica"

 News pubblicata il 13/02/2018
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In ognuna delle sedi universitarie il sovraffollamento salta subito all’occhio. Non si sono mai visti in un’unica giornata così tanti studenti accalcati in coda fuori dalle aule. È giunto, infatti, per molti il momento di sostenere lo scritto di Lingua. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio si colloca, in genere, una delle prime chance per gli iscritti a partire dal secondo anno. La tensione sale alle stelle: c’è chi ripete gli ultimi appunti prima di entrare nello studio di un docente, chi si scambia pareri e consigli in merito alla lettura dei manuali o alla corretta traduzione di un testo. Quelli più sotto pressione, perché è la loro prima volta, sono le matricole, riconoscibili al primo sguardo. Il preappello di Lingua e Linguistica Italiana, tenutosi il 19 gennaio, ha consentito a buona parte dei neoiscritti a Mediazione Linguistica e Culturale di rompere il ghiaccio. “Chi ha superato lo scritto con un buon voto potrà verbalizzare a febbraio, chi non l’ha superato dovrà sostenere l’esame in forma orale integrando il programma con ulteriori letture. È questo il mio dubbio: accettare il 25 e passare al prossimo esame o insistere per un 30?”, parla Carmela Scala, 19 anni, del gruppo P-Z, in cui su poco più di 200 candidati si contano 40 bocciati. Una sua collega domanda: “se non ho superato un esame scritto e non voglio sostenerlo oralmente, mi tocca aspettare gennaio dell’anno prossimo?”. Sono interrogativi piuttosto diffusi tra coloro che non hanno ancora compreso a pieno i meccanismi universitari. “Lo scritto in un esame di Lingua è propedeutico all’orale, per cui si può riprovare solo in occasione della prossima sessione, nel mese di giugno”, spiega Sofia De Bello, laureanda. 
“Si capisce come nasce una lingua”
L’altra Linguistica che dà filo da torcere ai nuovi arrivati è quella Generale. “Sosterrò la prova scritta il prossimo 7 febbraio. Non ho grandi aspettative su quest’esame, mi accontento di un 18. Alla media ci penserò strada facendo”, afferma senza indugio Maurizio Merola. I suoi compagni, invece, sono alla disperata ricerca di una guida preparatoria all’esame. Rispondono gli studenti più esperti: “la linguistica è una disciplina meritocratica, cioè premia lo studio accurato. Se non si passa al primo tentativo...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 9 febbraio (n. 2/2018)
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