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Albanese: la prima cattedra al mondo è nata a L'Orientale

La parola alla prof.ssa Blerina Suta

 News pubblicata il 27/11/2017
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Studiare l’albanese a Napoli: una scelta intelligente che può spalancare molte porte. Ne parla la prof.ssa Blerina Suta, docente di Lingua, Letteratura e Filologia Albanese a L’Orientale. Una cattedra, fondata più d’un secolo fa, che “ha un valore speciale, perché storicamente è stata la prima nel mondo”. La tradizione dell’albanologia, pregna di rimandi al passato, conserva tutt’oggi una nobile missione con l’obiettivo di coniugare gli studi accademici alla realtà della diaspora albanese in Italia. Sin dall’inizio, infatti, si scelse Napoli “per la sua storia e il suo ruolo di centro culturale di estremo rilievo per questioni identitarie ancora molto vive nei Balcani”.
Quando ha deciso di venire in Italia?
“Sono venuta in Italia dopo la laurea conseguita in Albania in Lingua e Letteratura Albanese per colmare le lacune che il metodo didattico del socialismo reale e lo ždanovismo in teoria della letteratura avevano lasciato nella mia formazione. A La Sapienza di Roma, dove ho conseguito anche un dottorato, ho avuto la fortuna di incontrare docenti protagonisti di una politica culturale che ha fatto dell’Italia un paese cruciale per l’incontro fecondo di culture, anche periferiche e minoritarie”.
Dove ha insegnato prima? E cosa l’ha colpita de L’Orientale?
“Ho insegnato per molti anni in Albania presso l’Università dove mi sono formata e dove sono ancora di ruolo. Quello che più mi ha colpito positivamente di quest’Università è l’apertura mentale e il lavoro concreto svolto da colleghi e studenti che costituiscono la parte attiva di una comunità scientifica votata alla multiculturalità, sia in quanto italiana sia in quanto operante nel Mezzogiorno”. 
Come sono organizzati i suoi corsi?
“Il carattere trasversale e l’ampiezza dei corsi – Lingua, Letteratura e Filologia Albanese – comporta una scelta quasi personalizzata da parte degli studenti delle varie annualità. Le lezioni sono principalmente frontali. Spesso, però, il lavoro di traduzione diventa un laboratorio di comune partecipazione tra lettorato e docenza”.
Cosa c’è da sapere su questa lingua?
“È una lingua indoeuropea, formatasi e sviluppatasi in area balcanica che, in seguito alla sua evoluzione, avvenuta secondo leggi interne di sviluppo, si presenta oggi come una lingua sintetico-analitica, con una declinazione...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 24 novembre (n. 19/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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