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Capodanno cinese: è festa anche per chi lo studia

"Partecipare ti fa sentire davvero parte di quell'universo culturale"

 News pubblicata il 11/02/2019
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Approda nel pomeriggio del 4 febbraio in Piazza del Gesù la vigilia della più importante festività tradizionale della Cina (per certi versi paragonabile al nostro Natale): è la Festa di Primavera, altresì conosciuta in Occidente come il Capodanno Cinese. Stando al ciclo astrale asiatico, ad ogni anno del calendario lunare corrisponde un segno zodiacale, rappresentato da un animale. Il 2019 sarà l’anno del maiale, simbolo di opulenza e stabilità. Un tripudio di colori, danze popolari, concerti, arti marziali e performance artistiche hanno inaugurato i festeggiamenti, dopo il tradizionale conto alla rovescia che si è svolto in contemporanea con la Cina (7 ore di fuso). L’evento, inoltre, ha visto coinvolti, insieme ad alcune associazioni locali, l’Istituto Confucio de L’Orientale e i suoi studenti. “Da diversi anni la festa giunge a Napoli, come in altre città d’Italia, simbolo dell’apertura alla vasta comunità cinese presente sul territorio”, afferma Anna Trapani, 24 anni, iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Civiltà Orientali, appassionata di storia e cultura cinesi e quest’anno coinvolta direttamente nelle iniziative, insieme al collega Emanuele Scarpato. “A partire dal Capodanno – spiega Anna – le celebrazioni durano per quindici giorni, concludendosi con la famosa Festa delle lanterne (il prossimo 19 febbraio). Non ha una data fissa, perché i mesi...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dall'8 febbraio (n. 2/2019)
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