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Conversazione con il prof. Amedeo Di Francesco

Cosa non sappiamo della Lingua Ungherese?

 News pubblicata il 26/10/2016
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“Si parla non solo in Ungheria, ma anche in Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e altri Paesi dove vivono ancora forti minoranze con una vivace e interessante vita culturale”, afferma il prof. Amedeo Di Francesco, ordinario di Lingua e Letteratura Ungherese, delineando tout court le tappe di diffusione di una lingua che permea l’Europa Centro-Orientale. Una perla rara a L’Orientale il cui insegnamento odierno raccoglie l’eredità culturale della cattedra di magiaristica istituita negli anni Sessanta. Perché studiare Ungherese? “Per contribuire a ridurre la diffusa non conoscenza, in Italia, di un’area così vicina al nostro Paese. È impensabile la costruzione di un’Europa unita senza conoscere a fondo l’Ungheria, grande realtà politica del passato e grande opportunità economica del presente”. Per non parlare poi della sua cultura, “originalissima perché europea e asiatica allo stesso tempo, collocata sempre fra apertura all’Occidente e nostalgia dell’Oriente”. La lingua magiara, depositaria di una storia millenaria ed espressione identitaria dell’etnia omonima, è parlata oggi da 15 milioni di persone e può aprire dunque orizzonti inaspettati. “In un periodo storico come il nostro, caratterizzato da forte competitività, la conoscenza di cose poco note può risultare un elemento vincente”. Anche il numero di corsisti, infatti, può divenire strategico in sede di lezione: “Gli studenti sono stati sempre pochi, ma ciò può costituire un enorme vantaggio per loro”. Ma quali sono le curiosità più inattese a proposito della lingua ugrica? “È una lingua non indoeuropea, bensì appartenente alla famiglia ugrofinnica, quindi ha origini asiatiche”. In quanto ramo del ceppo uralico, l’ungherese è geneticamente e genealogicamente estraneo alla maggior parte delle parlate europee. “Questo aspetto...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola da giovedì 27 ottobre (n. 17/2016)
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