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Una poltrona per due, spesso anche tre

Cronaca di un inizio corsi tumultuoso

 News pubblicata il 30/10/2017
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Aule strapiene per sovraffollamento di matricole. Una fiumana di studenti si riversa dentro e fuori l’Università, chi esce in anticipo da un corso perché è già in ritardo per il successivo, chi cerca invano un posto a sedere, chi vaga disperso tra i piani senza riuscire a orientarsi, chi alla prima lezione di Cinese opta per il cambio lingua. Insomma, i corsi sono ufficialmente iniziati e questo è il panorama che di anno in anno si ripresenta nelle prime settimane di ottobre girovagando per le sedi de L’Orientale. Anno nuovo, vecchia storia: “Aule piccole e sovraffollate, dove quasi la maggioranza è costretta a restare in piedi o seguire sul pavimento”, racconta avvilita Mariangela Perrella, neo immatricolata a Mediazione Linguistica e Culturale. Per entrambe le lingue da lei scelte, Inglese e Francese, “la situazione è tragica”. Malgrado la divisione in più gruppi, “ho seguito finora lezioni sull’uscio, e sono tra le più fortunate! C’è chi pur arrivando mezz’ora prima dell’inizio attende in fila fuori, nei corridoi o sulle scale”. Parlare di un aumento di immatricolazioni, però, è un’osservazione che lascia il tempo che trova, considerando che ci si può iscrivere fino al 31 ottobre (e anche oltre con termine ultimo fissato al 29 dicembre, previo pagamento di una mora) e che “molto spesso ciò accade solo nelle prime due settimane di corsi”, rassicura Cristiana Melillo, iscritta al terzo anno. Perché solo per 15 giorni? “Non di certo perché tutti rinunciano”. In verità, “serve il giusto tempo per capire quali corsi è necessario frequentare e di quali si può fare a meno”. In genere, convinzione errata di una matricola è quella di “dover seguire tutto”. Niente affatto. Anche perché problematica di lunga data e consueta dell’Ateneo è la sovrapposizione simultanea tra più corsi. “Se Linguistica Italiana, ad esempio, è fattibile anche da autodidatta e si accavalla con Lingua Svedese I, chiaramente quest’ultima avrà la priorità”. Per fortuna, con i lettorati non sussistono troppi problemi. “Avevo la lezione di Spagnolo coincidente con il lettore di Cinese, allora ho chiesto al docente madrelingua di poter seguire quello assegnato a un’altra fascia di cognomi”, dice Giusy Cropano. In alternativa, “si può fare cambio con chi riscontra la stessa difficoltà in un altro gruppo, avvisando preventivamente i lettori: almeno così ci organizziamo a Tedesco”, fa presente Federica Auletta, primo anno fuori corso. Tuttavia, a regnare sovrano in ogni edificio è...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 27 ottobre (n. 16-17/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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