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Esami di Russo, a luglio gli orali

Le anticipazioni della prof.ssa Roberta Salvatore, docente sul secondo anno

 News pubblicata il 12/06/2020
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Sono fissati al 2 luglio gli esami della seconda annualità di russo. Per questa lingua, che conta un alto numeri di iscritti tra gli studenti del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati, “abbiamo deciso, anche se a malincuore, di tenere gli esami scritti in forma orale”, interviene la prof.ssa Roberta Salvatore, docente sul secondo anno. “Le modalità in cui il singolo esame sarà organizzato, per ovvie ragioni, è stato stabilito dal docente incaricato o dalla coppia di docenti responsabili della singola annualità”. Impossibile, infatti, adottare una decisione univoca: “occorre fare la differenza tra la prova del primo anno di Triennale e quella del secondo anno di Magistrale”. Una riflessione questa degli scritti attentamente ponderata per tutto il settore slavistica: “Abbiamo ragionato a lungo e, tuttavia, dovuto constatare che, mancando il presupposto di base, ovvero la possibilità di valutare in aula la preparazione dello studente, un esame scritto a distanza avrebbe perduto la sua ragion d’essere. Nulla può sostituire la verifica in presenza”. Con il rischio, da un lato, di “minare la serenità dello studente che a un mese dall’esame si sarebbe trovato a sostenere una prova diversa. Tenuto conto anche dell’incognita delle possibili difficoltà tecniche, non abbiamo voluto stravolgere l’esame”. D’altro canto, “da parte nostra sarebbe stato impossibile da una piattaforma controllare al 100% la preparazione degli esaminandi”, anche perché “l’interfaccia di Microsoft Teams consente di visualizzare solo 9 persone alla volta”. Il punto di partenza della riflessione: “ogni cattedra ha dovuto ragionare sulla propria lingua, confrontando la prova classica con le opportunità di elaborare un nuovo test online”. Per Russo “il male minore si è rivelato l’esame orale, a cui farà seguito un secondo colloquio di valutazione”. In particolare, “abbiamo scartato l’ipotesi di un test a risposta multipla che non ci avrebbe permesso di valutare le competenze scritte degli studenti, né ci sembrava giusto imporre loro, da un giorno all’altro, l’uso della tastiera cirillica”. In che modo saranno valutate queste competenze? “Potrò chiedere durante l’orale di scrivere su un foglio una frase o di tradurla a impronta, cosa che abbiamo sempre fatto a lezione, e mostrarla allo schermo per un controllo della grafia. In russo la pronuncia della desinenza non corrisponde al modo in cui si scrive correttamente la parola”. Anche la prova d’ascolto, come il dettato, avrebbe incontrato una difficoltà di base, “come la qualità della connessione o problemi del microfono del pc”. La decisione in merito alle più idonee modalità d’esame è stata, peraltro, oggetto di un confronto avvenuto anche con “i colleghi di altre Università italiane e straniere”. Tutti gli esami di Russo avverranno nel mese di luglio e saranno calendarizzati per piccoli blocchi. “Una volta chiuse le prenotazioni, stileremo un calendario per agevolare il lavoro di noi docenti che nelle modalità online non saremo affiancati dai lettori per le verifiche”. 
Decisioni condivise 
con gli studenti
Il 9 maggio scorso il gruppo dei docenti di Russo, la cui didattica è coordinata dalla prof.ssa Marina Di Filippo, ha tenuto un incontro online con gli studenti. “Non volevamo – continua la prof.ssa Salvatore – che la nostra fosse una decisione calata dall’alto. Abbiamo in quell’occasione illustrato la nuova modalità e spiegato agli studenti le motivazioni della nostra scelta. È stato importante metterli al corrente, prima che pubblicassimo un documento ufficiale sulle prove, per cogliere anche spunti dalle loro indicazioni”. 
Quanto alla didattica degli ultimi mesi, “devo dire che siamo stati tra i primi a ripartire. Facendo un sondaggio anche con altri colleghi, abbiamo constatato una partecipazione più numerosa, ma seguire le lezioni davanti allo schermo – con i lettorati che iniziano a volte alle 8 del mattino e corsi che durano sino alle 6 del pomeriggio – per gli studenti può essere davvero pesante. Tutti hanno dichiarato di avere nostalgia persino di quei momenti di corsa da un palazzo all’altro”. Un bilancio: “è andata abbastanza bene, perché siamo riusciti a clonare le tipologie di attività che in genere facciamo in aula. Le piattaforme digitali sono state, quindi, un’ottima soluzione d’emergenza”. Anche per le esercitazioni dei lettori, “a volte considerati a torto l’ultima ruota del carro e invece importantissimi ai fini dell’interazione”. In un Ateneo di lingue e culture, “la loro presenza stabile nelle esercitazioni con gli studenti è indice determinante della qualità dei nostri insegnamenti. Ovviamente, si procede con un po’ più di lentezza. Anche impegnandoci con il massimo sforzo, al computer non si può fare tutto. Ma temo per il prossimo anno accademico”. Forse le matricole si troveranno, infatti, a non poter entrare in aula: “come faranno allora a creare un gruppo?”. Per i docenti, invece, “è strano tenere una lezione guardando dei tondini su uno schermo. Noi stessi siamo portati a distrarci, a non comprendere il grado di attenzione della classe o ad avere l’impressione di essere da soli. Quando è scoppiata la pandemia, avevo avuto modo di conoscere gli studenti nel primo semestre e il gruppo, in quel caso, si era già formato”. Molti dubbi permangono sulla didattica mista. “Continuare la didattica sulle piattaforme e organizzare di tanto in tanto incontri sporadici in sede, a questo punto, sarebbe una strategia poco efficace, che incontrerebbe i limiti dettati dal divieto di assembramento e del rischio sanitario. Creerebbe, inoltre, molta confusione tra gli studenti”.
In vista degli esami di luglio, “non mi preoccupa la nuova modalità, bensì la stanchezza degli studenti. Non vorrei che le tensioni e lo stress degli ultimi mesi possano avere delle ricadute sull’esame. Mi auguro che lo sostengano con la tutta la tranquillità possibile”. Per il prossimo anno, invece, gli auspici sono tanti. “Mi piacerebbe che la didattica tornasse a occupare una posizione nuovamente centrale, sperando a fronte di questa situazione in un più oculato investimento di risorse: dal punto di vista informatico, se dovessimo continuare a oltranza nella teledidattica, e nel reclutamento di docenti, se invece nei prossimi mesi si profilerà la possibilità di tornare al contatto diretto in aula”. In estate, “finalmente si avrà modo di ricevere un feedback in merito all’attività degli ultimi mesi e di programmare in anticipo la didattica del prossimo anno, testando ulteriori possibilità di insegnamento a distanza, integrazione dei materiali e strategie di supporto didattico”. Intanto, in prossimità degli esami, un’unica raccomandazione per gli studenti alle prese con la seconda annualità di Russo: “non fare errori sul programma di primo anno sarà già un buon biglietto da visita”.
 
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