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Da Pisa a Napoli via Mosca

Il prof. Guido Carpi si presenta: "Mi sento un po' russo anch'io"

 News pubblicata il 27/10/2017
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Toscano d’origine, russo d’adozione, recentemente approdato a L’Orientale, ma nel giro di qualche mese già uomo di punta nella squadra docenti afferenti alla cattedra di Russistica, il prof. Guido Carpi, prima d’ora docente all’Università di Pisa, si racconta. Ha appena iniziato il corso di Letteratura Russa I per gli studenti iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale, diversamente dall’ultimo semestre in cui si era occupato di Lingua Russa III, in attesa di impartire ancora, a partire dal mese di marzo, Letteratura I-II sul triennio. Cosa vuol dire leggere i russi? E cosa differenzia questa civiltà letteraria dalle altre? “È una letteratura che comincia tardi, molto tempo dopo le altre letterature dell’Europa occidentale, e si sviluppa velocemente perché deve colmare in pochi decenni un gap culturale di millenni. Per cui studiamo le opere dall’inizio del Settecento fino ai classici dell’Ottocento, come Dostoevskij, Tolstoj, Čechov, per poi arrivare ad approfondire le esperienze letterarie post rivoluzione bolscevica”. Insegnare letteratura non vuol dire solo elencare una sfilza mnemonica di testi e autori, piuttosto raccontare una narrazione fondata sull’identità e sulla storia nazionale. “Il mio compito è mostrare agli studenti come si sviluppano i processi storici e sociali, perché il retroterra culturale di un popolo aiuta ad averci a che fare anche su altri piani”. E di forte impatto visivo è il disegno per cerchi concentrici con cui il docente illustra la configurazione attuale della Federazione russa, un sistema complesso “a mo’ di carciofo” diverso da quello con cui siamo abituati a confrontarci dal punto di vista dell’organizzazione territoriale. Quest’immagine rende l’idea di una cultura multinazionale e composita, altrettanto riflessa nello specchio letterario, oggetto delle ricerche del docente confluite finora in due ricchissimi volumi sulla Storia della letteratura russa, di cui il secondo, interamente dedicato al Novecento, è stato pubblicato l’anno scorso, seguito  poco dopo da un ultimissimo lavoro sulla Rivoluzione d’ottobre, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario. Insomma, la passione per la cultura russa, nelle parole del docente, rievoca “una vecchia storia”, che l’intervista di seguito ripercorre sfiorando tappe di un viaggio tra continenti, mondi immaginari ed etnie diverse. “Ho radici tzigane - confessa il prof. Carpi - Il mio trisnonno faceva parte di una tribù che si occupava di allevamento di cavalli e i cui...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 27 ottobre (n. 16-17/2017)
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