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Il quadro generale dai racconti degli studenti

Imminente il confronto tra le rappresentanze studentesche e il Rettore

 News pubblicata il 14/12/2020
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Nei giorni che si apprestano alla pausa natalizia, gli studenti provano a trarre un bilancio della didattica che si è svolta entro la prima metà di questo semestre. Conclusi ormai gli esami e superato l’appello di novembre per i fuoricorso, sembrano versare nella condizione più critica i laureandi. Alcuni studenti di Mediazione Linguistica e Culturale faticano infatti a concludere in serenità gli ultimi step che precedono la laurea. “Non riesco a trovare un seminario per convalidare i due crediti per le altre attività formative. Anche se i docenti cercano di programmarne regolarmente di nuovi e proporli nel Consiglio del Corso di Laurea, ci sono centinaia di studenti che non riescono a prenotarsi in tempo e ad accedervi. A molti toccherà attendere i seminari fissati nel secondo semestre per laurearsi”, parla Simona De Sio. Ciononostante, “bisogna riconoscere l’impegno dei nostri docenti – continua – che, pur di non lasciare qualcuno fuori, si stanno dando da fare per rendere quanto più vivace la parte relativa ai convegni, che inizialmente a causa del Covid e della riorganizzazione online di tutta la didattica era stata un po’ messa da parte”. Eppure, sottolinea Francesco Ciccone, “ci sembra assurdo che per soli due crediti si debba penare così tanto. Speriamo di non rimanere fermi fino a marzo”. A causa delle difficoltà incontrate nel percorso di preparazione degli esami, c’è chi tra loro insieme al seminario ha già programmato di sostenere a marzo anche alcuni esami. “Si tratta di un appello molto simile a quello di novembre, valido per i fuoricorso e per gli studenti del terzo anno che devono recuperare esami del primo e del secondo anno”, chiarisce Roberta Capasso, alle prese con lo studio per Lingua Araba II. Che racconta: “A me manca l’ultimo orale di lingua, per cui vorrei ottenere un buon risultato, anche se non credo di aver raggiunto un livello neanche prossimo alla sufficienza da quando la pandemia ci ha costretti ad abbandonare le aule e sederci quotidianamente davanti a uno schermo”. Si rammaricano, invece, di non poter usufruire delle date extra di marzo le matricole e gli studenti del secondo anno. “In un momento simile, questa possibilità avrebbe dovuto essere estesa a tutti ma sembra dal punto di vista organizzativo che non possa attuarsi facilmente per via del sovraccarico a cui andrebbero incontro i docenti visto il potenziale numero di esaminandi per cattedra”, spiega Valentina Cavaliere, al primo anno di Lingue e Culture Orientali e Africane. Una questione che ha ricadute anche sugli studenti senior. “Riteniamo sia poco giusto che chi si iscrive alla Magistrale a febbraio, come previsto lecitamente dal regolamento didattico, non possa però poi accedere agli appelli di marzo, anche se ha iniziato a seguire i corsi già dal mese di ottobre, subito dopo aver conseguito il titolo triennale. Vorremmo che d’ora in avanti si potessero eliminare questi tempi d’attesa, sicuramente dovuti a impedimenti burocratici, e ottimizzare al meglio il percorso. Alcuni di noi vorrebbero essere degli studenti brillanti, ma sembra che tutto ciò non coincida spesso con gli standard amministrativi. Sarebbe inoltre giusto anche per questa ragione prorogare i termini per le ammissioni ai Corsi della Magistrale per fare in modo che coloro che si laureano in date diverse ma nello stesso mese abbiano le stesse chance”. Sono queste le proposte di Rita Cenni di Linguistica e Traduzione Specialistica. Dicono lo stesso anche i laureandi di aprile. “L’Università potrebbe estendere l’appello di marzo, in genere riservato ai fuoricorso, anche ai laureandi”, chiosa Francesco.
La richiesta, un appello extra a gennaio
A seguito di una riunione del Senato Accademico tenutasi alla fine di novembre, sono molteplici le istanze che i rappresentanti hanno presentato al neoeletto Rettore Roberto Tottoli sulla base delle sollecitazioni avanzate dalla platea studentesca. Il tavolo di discussione, come ha assicurato loro il Rettore, si terrà nel mese di dicembre. Oltre 1000, intanto, le firme raccolte dai rappresentanti per una petizione volta a richiedere l’aggiunta di un appello nel mese di gennaio. “Le date accessibili – interviene di nuovo Francesco – non soddisfano in maniera efficiente le nostre esigenze perché, se la scadenza per la presentazione della domanda di laurea è fissata al 12 gennaio, vuol dire che contano gli esami che abbiamo potuto sostenere fino a novembre. Ed è un peccato che per un seminario o per un solo esame si debba rimandare fino ad aprile”. Ragione della petizione: “chiederemo la proroga di questa scadenza in modo da avere la possibilità di dare l’ultimo esame a gennaio e riuscire a laurearci il mese successivo”. I rappresentanti vorrebbero, però, che in questa situazione straordinaria l’appello fosse allargato anche agli studenti non prossimi alla laurea. “Sarebbe un modo per aiutare soprattutto gli studenti che hanno appena iniziato il loro terzo anno. Le scadenze per la laurea non possono rimanere invariate come se nulla fosse cambiato, ma devono essere riprogrammate alla luce della nuova organizzazione didattica perché siamo tutti in difficoltà”, conclude Francesco. È la maggioranza a insistere su questo punto. “Le questioni organizzative che già prima era difficile tollerare quando eravamo in condizioni normali adesso rischiano di causarci danni ben peggiori”, aggiunge infine Federica. “Continuiamo ad avere esami nello stesso giorno o collocati a un giorno di differenza: quest’organizzazione un po’ troppo approssimativa ci preclude la possibilità di sostenere più di un esame a sessione. Porteremo all’attenzione dei rappresentanti anche nei prossimi mesi situazioni che peraltro tendono a verificarsi spesso su esami appartenenti alla stessa annualità”. Quella di un appello extra è, in fondo, una richiesta storica da parte delle rappresentanze de L’Orientale. Ma gli studenti del terzo anno si soffermano nuovamente anche sul potenziamento dei tirocini in remoto. “Ci è stato assicurato che non perderemo la sessione a causa dello stage ma non ci sono grandi novità in vista”, sottolinea Alessia Polverino, al terzo anno di Mediazione. 
 
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