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Transgender e Università, le pratiche del cambiamento

L'Orientale primo Ateneo, alcuni anni fa, ad aver approvato "il doppio libretto"

 News pubblicata il 14/03/2016
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Segnale decisivo dell’apertura verso le tematiche di genere è la centralità accordata al confronto tra ‘Transgender e Università’, argomento di discussione della giornata di studio curata dal prof. Giuseppe Balirano, docente di Lingua e Linguistica Inglese, il 23 febbraio presso la sede di Palazzo du Mesnil. “Una giornata particolarmente importante perché abbiamo voluto dare spazio a più discipline. Per la prima volta l’argomento Transgender è stato affrontato da angolature diverse: non solo linguisti, ma storici, economisti, psichiatri, giuristi, studiosi di etica e altri esperti”, afferma l’anglista. Che prosegue: “l’unione di competenze interdisciplinari è stata la linea portante per affrontare questioni di cui non si parla tanto all’Università e per poterle raccontare anche alla città”. Ma quali sono le effettive pratiche del cambiamento? “L’Orientale è il primo Ateneo ad aver approvato la richiesta del doppio libretto per gli studenti transgender. Il doppio libretto deve essere garantito a chiunque intraprenda un percorso di transizione da M (male) a F (female). Si legge su diversi giornali che anche altre Università del Nord abbiano valutato la proposta, ma noi siamo pionieri in quest’iniziativa, approvata già da alcuni anni, durante il periodo del Rettorato precedente”. Con il doppio libretto l’Università si impegna a riconoscere lo studente con il suo nome di scelta all’interno dei documenti ufficiali di identificazione. “Il diritto al doppio libretto è traguardo che tutela la privacy dello studente ‘in transito’ e scongiura ogni situazione di disagio e possibile umiliazione in tutti gli aspetti della vita sociale e accademica”. Sempre più spesso si verificano episodi di discriminazione o “casi di docenti che inveiscono contro studenti transgender. Le pratiche di cambiamento stanno effettivamente cominciando da poco in Italia, quindi l’utilizzo del doppio libretto è fondamentale per potersi presentare come si è in realtà. Ed è fondamentale parlarne in ambito universitario, nei licei e nelle scuole, per avanzare verso l’accoglienza e il riconoscimento della diversità”.
Inaugurazione del Centro I-Land
In occasione dell’evento, ha inaugurato le sue attività il Centro di Ricerca Interuniversitario I-Land (Identity, Language and Diversity). I-land è un consorzio di dieci Atenei italiani: insieme a L’Orientale, l’Università Federico II, il Suor Orsola Benincasa, la Seconda Università, l’Università del Sannio in Campania e poi le Università del Molise, di Sassari, di Catania e di Cagliari. L’obiettivo del Centro è approfondire la riflessione scientifica e ampliare la ricerca nazionale e internazionale sul tema del rapporto tra lingua e identità (etnica, culturale, sessuale e di genere) portando avanti analisi di tipo linguistico rispetto a concetti interculturali, come la diversità, la rappresentazione e l’inclusione. “Portiamo avanti le nostre ricerche linguistiche – siamo infatti tutti anglisti – su come i media rappresentano la diversità e le nuove forme di identità, in cui rientrano a pieno sia i temi di Gender Variant che di Transgenderism”. A tal proposito, è stato proiettato il corto ‘How to be a girl’ di Marlo Mack, una vicenda narrata in prima persona da una madre americana il cui figlio di tre anni le dice di sentirsi una bambina. Il filmato indaga il percorso di una madre “che deve comprendere cosa significhi crescere una bimba al posto di un maschio. È il racconto di una trasformazione, interessante anche dal punto di vista politico, poiché è anche...
 
Articolo pubblicato sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola (n. 4/2016)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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