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News L'Orientale


Un'ottantina di studenti alla due giorni promossa dalla prof.ssa Denaro, docente di Lingua e Letteratura Araba

L'Oriente immaginato dall'Italia

 News pubblicata il 19/05/2016
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“L’idea è stata quella di raccontare come l’Italia, dalla fase post-unitaria fino a oggi, ha immaginato il proprio Oriente proponendo competenze specificamente storiche e cercando di suggerire un percorso critico tra oggetti in apparenza minori come figurine, foto anche di albi privati, copertine di romanzi o pagine di riviste”: il senso del seminario dedicato alla pittura, alla fotografia e all’illustrazione sul Medio ed Estremo Oriente che si è svolto il 4 e 5 maggio presso Palazzo Du Mesnil, a cura della prof.ssa Roberta Denaro, docente di Lingua e Letteratura Araba. “La varietà tipologica dei materiali proposti ha coinvolto più studenti del solito”, ha fatto notare l’arabista. Un’ottantina, infatti, i partecipanti. Durante la prima giornata, hanno preso parte all’iniziativa docenti ed esperti di arte orientalista. “La pittura di stampo esotico ha dietro di sé il concetto del ritorno, almeno in Europa, a tutto ciò che è estraneo alla propria cultura, la ricerca di mondi che in realtà così lontani non sono, ossia le civiltà a sud del Mediterraneo: carovane e odalische, colori orientaleggianti, atmosfere rarefatte del deserto, uno stile quasi da sogno”, commenta Cristina Delvecchio, storica dell’arte operante nel Lazio nel suo intervento votato agli artisti italiani di maggiore rilievo nel panorama ottocentesco. Sul versante della fotografia, è intervenuto Oscar Nalesini, curatore dell’archivio grafico e fotografico delle campagne di scavo archeologico presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci” di Roma. Intorno alla metà del XIX secolo si è collocato il discorso di Michele Bernardini, docente di Lingua e Letteratura Persiana, che parla di popoli, paesi e religioni d’Oriente riprodotti nelle figurine di Liebig: “Il barone Von Liebig crea queste figurine con l’intento di promuovere alcuni prodotti a scopo enciclopedico e pubblicitario, l’estratto di carne ad esempio, ma anche pedagogico, perché in esse vi sono le prime illustrazioni sulle fabbriche”. Negli anni successivi si diffondono “numerosissime serie di vario genere edite in lingue diverse e distribuite in tanti paesi, che cominciano a includere i primi dettagli esotici sul Vicino Oriente e l’India”. Ha spiegato il rapporto tra narrazione e disegno nelle Mille e una notte, a partire dalla loro diffusione in Occidente, la prof.ssa Denaro: “L’unico esemplare delle Mille e una notte illustrato veniva dalla Persia e non dai paesi arabi, poiché nel contesto originario il prestigio letterario della raccolta era molto scarso. È stata l’Europa il secondo luogo di nascita di questo...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola (n. 8/2016)
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