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L'Orientale: lo studio come viaggio tra culture

"Uno slancio vitale, un'apertura mentale indefinita", ciò che rende originale la fisionomia dell'Ateneo, afferma la Rettrice Elda Morlicchio

 News pubblicata il 20/07/2017
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L’Orientale. Una Babele di linguaggi, crocevia di culture e saperi, che si incontrano da tre secoli in un Ateneo con una consolidata tradizione di studi e ricerche d’impronta umanistica sull’Europa, l’Asia, l’Africa e le Americhe. Sin dalle sue origini nel 1732, quando fu fondato il Collegio di Cinesi dal sacerdote e missionario Matteo Ripa, i quattro continenti intrecciano rapporti e innescano un acceso dialogo tra le realtà linguistico-culturali che popolano il mondo. Non solo oltre 40 lingue e rispettive letterature e culture di appartenenza, ma anche storie, geografie, filosofie, archeologie, pensieri, costumi e forme d’arte che si nutrono del quotidiano confronto, senza contare l’interazione con ulteriori insegnamenti specialistici, peraltro unici in Italia. È questo che persiste ad alimentare il fascino della più antica Scuola di sinologia e orientalistica in Europa – dal 2014 retta dalla prof.ssa Elda Morlicchio, autorevole germanista – che però tutt’altro sembra essere ai suoi studenti fuorché un’istituzione vetusta. “Malgrado la sua età, L’Orientale non invecchia mai. Ciò che la ringiovanisce, il suo elisir di lunga vita, è insito nella sua stessa identità: custodire un tesoro ineguagliabile di ricchezze e in virtù di questa condivisione comune creare una comunità di persone affiliate allo stesso amore: la conoscenza dell’Altro da sé”. È questa la visione edulcorata della studentessa Martina Murgia, pugliese, iscritta al secondo anno di Mediazione Linguistica e Culturale, che rispecchia precisamente quel quid in più che L’Orientale riflette negli occhi di tutti i suoi discenti. Cosa rende la fisionomia di quest’Università così originale? “Uno slancio vitale, direi, un’apertura mentale indefinita. Si viaggia con un libro alla mano, si viaggia in un’aula in cui fa conversazione in lingua e si viaggia anche solo conoscendo magari uno studente in-coming”, incalza la Rettrice. Il viaggio, inteso come profluvio di conoscenze che migrano da un settore all’altro, è una componente essenziale...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 14 luglio (n. 11-12/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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