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Da Regio Istituto Superiore Navale a Università Parthenope: c'è di mezzo sempre il mare

 News pubblicata il 20/07/2017
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Sette Dipartimenti (di cui 4 riuniti in una Scuola), 14 Corsi di Laurea Triennali e uno a ciclo unico Magistrale, circa 16 mila studenti: sono questi i numeri dell’Università Parthenope.
Nata nel 1919, quando, su istanza del Vice Ammiraglio Leonardi Cattolica, che è dunque da considerarsi il fondatore dell’Ateneo, il Regio Istituto di Incoraggiamento di Napoli si fa promotore presso il Governo dell’istituzione di un centro superiore di cultura nel quale il mare venisse “studiato in quanto è, in quanto produce ed in quanto mezzo di scambio” e che, accanto allo sviluppo della cultura scientifica, preparasse le menti alla “consapevole valorizzazione dei problemi economici relativi al mare”. 
Il Regio Istituto Superiore Navale nacque, quindi, da una precisa esigenza sociale, economica e culturale, legata alla formazione di professionisti del mare, di docenti di Discipline Nautiche, dirigenti di aziende armatoriali e assicuratori marittimi. Ricordato dai napoletani e riconosciuto sul territorio nazionale come Istituto Navale, denominazione assunta dagli anni ‘40, è negli anni ‘90 che l’Ateneo allarga la sua offerta formativa affiancando alle due storiche Facoltà, di Economia e Scienze Nautiche, le tre Facoltà di nuova istituzione, Giurisprudenza, Ingegneria e Scienze Motorie, fino ad arrivare alla denominazione e alla forma attuale. 
L’offerta formativa e le sedi
Conservando la sua forte vocazione di studi marittimi, l’Università Parthenope sviluppa la sua offerta abbracciando...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 14 luglio (n. 11-12/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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