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Esami: le preoccupazioni degli studenti, i consigli dei docenti

 News pubblicata il 15/06/2015
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Esami che preoccupano, sbarrano, rallentano la strada. Il 3 giugno i più temuti sono Diritto Commerciale, Diritto Privato, Diritto del Lavoro ad Economia e Giurisprudenza. Gli studenti in attesa dell’esito si soffermano a raccontare le loro perplessità e paure. “L’esame di Privato con il prof. Roberto Bocchini è molto lungo e difficile, perché bisogna ricordare procedure, struttura, organizzazione, codici, leggi. Il volume consigliato è anche strutturato in modo complesso. Non ho seguito, ma seguire di sicuro aiuta, perché per i corsisti era possibile conseguire una parte dell’esame entro dicembre e l’altra a giugno. Di sicuro è meglio che l’esame sia tutto orale o solo scritto. Quando si articola tra scritto e orale si finisce per toccare sempre gli stessi argomenti. Per fortuna questo è solo orale”, spiega Giovanni, al secondo anno di Amministrazione Aziendale. 
Il terzo anno di Management delle Imprese Internazionali è invece preoccupato per l’esame di Diritto Commerciale con il prof. Renato Santagata De Castro: “da lasciare rigorosamente per ultimo, perché il livello delle nozioni da immagazzinare è elevato, come la quantità di informazioni da memorizzare”, secondo Regina. “Il docente ci chiede di studiare due volumi: il primo conta 800 pagine, il secondo circa 1.200”, aggiunge Susi. “Occorrono tre mesi per studiarlo bene”, afferma Giuseppe Testa. “Il professore vuole tutto a memoria, anche le note. L’esame è interessante, ma perde d’interesse quando si è un po’ troppo pretenziosi”, sottolinea Francesco Pagano. L’ha già sostenuto Marco Di Martino, che spiega in cosa consiste: “lo sostieni prima con gli assistenti. Sono quattro domande su tutto il programma, su cui si può spaziare. Ovviamente dipende dalla preparazione individuale. Poi passi al docente, che ti  pone una domanda in base a quello che ti hanno chiesto gli assistenti, ad un livello di difficoltà dipendente dal voto dei collaboratori. Se ad esempio ti chiede le società per azioni, vuol dire che il voto è buono e puoi argomentare liberamente. Se va nello specifico, il voto degli assistenti è basso. Io l’ho superato con 19 studiando un mese intero dalla mattina alla sera. Non ho seguito il corso, perché ritenevo che le informazioni fossero le stesse dei testi consigliati”.
Sostenuti, invece, gli esami di Diritto del Lavoro e Imprese Agroalimentari per i corsi di Giurisprudenza ed Economia Aziendale. Orlando, al quinto anno di Giurisprudenza, parla della prova di Diritto del Lavoro con il prof. Marco Esposito: “consta di tre fasi: una scritta, una con gli assistenti, l’ultima col professore. Lo scritto è un’idoneità, ed è composto da sei domande a risposta multipla, più una da motivare. Ci sono diversi distrattori, quindi occorre ragionare per individuare la crocetta giusta. Oggi quella da argomentare era sui caratteri della subordinazione. L’ho già tentato una volta e non ho superato lo scritto; ora sì, ma mi attende l’orale. Gli assistenti sono un po’ pignoli, fanno l’esame in coppia, ma se si va male cercano di aiutare con diverse domande. Arrivare al professore con 18 è un suicidio. Vede il voto e inizia a porre domande difficili. La media dei bocciati non è alta”.
Al terzo anno di Economia Aziendale Domenico ha sostenuto l’esame a scelta di Imprese Agroalimentari e Crescita sostenibile con la prof.ssa Azzurra Annunziata: “per noi corsisti era previsto un progetto da presentare in power point sugli argomenti del corso, preparati a casa in base al materiale fornito dalla docente. Il mio era su ‘Social Account Ability 8000. Responsabilità Sociale d’Impresa’. Si poteva anche discutere in coppia e ho scelto questa modalità. Mi è andata bene, ho preso 28”. Gli ultimi due esami che lo spaventano un po’: “Sistemi Informativi e Amministrazioni Pubbliche. Il primo è scritto, con otto domande a risposta aperta e due esercizi da completare in un’ora e 15 minuti. L’altro è paradossalmente più facile per i non corsisti, perché ai corsisti il docente chiede conoscenze più approfondite della materia. Ho scelto di seguire ugualmente, perché è l’unico modo per...
 
Articolo pubblicato sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola (n. 10/2015)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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