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Propensione per la matematica per iscriversi a Ingegneria e Informatica

 News pubblicata il 27/12/2021
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Dato un problema, di qualsiasi natura, sa risolverlo con rapidità, perizia tecnica e un pizzico di creatività. È l’ingegnere campano che, con alle spalle uno studio interdisciplinare e trasversale, ha il compito di migliorare la società con le sue abilità. Questo il quadro di una professione - tra le più importanti per il rilancio e la crescita del nostro paese - così delineato dai docenti che presentano, per le Università Federico II, Vanvitelli e Parthenope, l’offerta formativa di Ingegneria, tradizionalmente divisa nelle aree civile-ambientale, industriale e dell’informazione. I Corsi di Laurea tra cui scegliere sono davvero tanti. In comune hanno l’accesso regolato da un test non selettivo e la dimensione laboratoriale e progettuale della maggior parte degli insegnamenti caratterizzanti. Ma che cosa bisogna domandarsi prima di prendere in considerazione lo studio di Ingegneria? “Se si possegga una naturale predisposizione per le discipline di base, quali Matematica e Fisica”, chiarisce il prof. Giuseppe Del Giudice (Federico II). Assodato questo, non resta che stabilire quale sia l’area più rispondente alle proprie aspettative professionali. Data la vastità dell’offerta, però, la possibilità di incorrere nella scelta sbagliata è tangibile. Niente paura: “Il primo anno di tutti i Corsi è pressoché uguale; quindi, in questa fase, sarà possibile cambiare idea senza problemi”. Un bravo ingegnere deve formarsi a tutto tondo: ciò implicherà la necessità di vivere almeno un’esperienza internazionale e di fare tesoro dell’opportunità, ove prevista, di un tirocinio in aziende locali, nazionali e multinazionali. Anche il contatto con il docente è fondamentale “dal momento che i temi delle nostre ricerche si calano sempre nelle lezioni che teniamo in aula”, aggiunge il prof. Salvatore Gerbino (Vanvitelli) che poi sottolinea: “Nel nostro Dipartimento sono presenti ben venticinque laboratori, dislocati in vari plessi. La dimensione laboratoriale e internazionale connota particolarmente i nostri Corsi”. Racconta la peculiarità dell’Ingegneria alla Parthenope il prof. Luca Cozzolino: “La didattica, al primo anno, è organizzata con insegnamenti annuali, articolati in tre periodi con prove intercorso. In questo modo, si ammorbidisce il passaggio dalla scuola all’università e si dà agli studenti il tempo di assimilare un metodo”. Il panorama degli studi, dunque, è stimolante e sfidante, da qualunque punto di vista lo si guardi. Ma l’ampia possibilità di scelta desta un po’ di confusione nelle mente degli uditori che faticano a comprendere le differenze, talvolta abbastanza sfumate, tra le diverse Ingegnerie. In pole position, per le richieste di chiarimento, c’è il segmento Gestionale: “L’ingegnere gestionale è specializzato in progettazione, organizzazione e gestione dei processi ed ha una forte trasversalità. Rispetto agli altri, si caratterizza per le sue conoscenze in campo economico e finanziario”, informa il prof. Roberto Cerchione (Parthenope). Al secondo posto, c’è l’intera area civile-ambientale: “Può sembrare matura rispetto alle altre eppure è una di quelle a cui più si guarderà in futuro. Pensate all’importanza che stanno assumendo tematiche come il cambiamento climatico, la sostenibilità ambientale o le energie rinnovabili. I campi di applicazione per un ingegnere saranno innumerevoli”, risponde ancora il prof. Cozzolino (Parthenope). Desta interesse anche il mondo delle telecomunicazioni su cui interviene il prof. Fabio Baselice (Parthenope): “Molti dei miei colleghi qui presenti hanno studiato alla Federico II che, di fatto, è l’Ateneo più antico. Io, invece, sono uno dei primi prodotti dell’Ingegneria delle Telecomunicazioni targata Parthenope – premette – All’atto dell’iscrizione, immaginavo che avrei studiato i telefonini. Poi, ho scoperto un mondo, dai radar agli algoritmi di codifica”. Il consiglio, condiviso da tutti i relatori: “Non permettete che la scelta del Corso diventi assillante. A diciotto anni è comprensibile non avere una conoscenza approfondita delle aree di studio; quella verrà man mano che approfondirete gli insegnamenti. Datevi uno spazio di manovra e, all’interno di questo, sondate i vostri interessi”.
“L’occupazione è immediata”
Affine al comparto Ingegneria è l’Informatica, gettonatissima data l’alta percentuale di occupazione che offre. Ma è un Corso da maneggiare con cura. Condividono qualche ‘istruzione per l’uso’ i professori Adriano Peron (Federico II) e Antonio Staiano (Parthenope): “Lo studente che si avvicina alla disciplina deve essere consapevole che, all’inizio, dovrà studiare bene anche le materie di base come Matematica, Algebra, Geometria”. E ancora: “L’occupazione è immediata. Per molti studenti, l’offerta di un lavoro arriva anche prima di aver conseguito la laurea. Questo comporta la scarsa tendenza ad iscriversi alla Magistrale che, invece, è fondamentale per consentire l’accesso a posizioni di più alto livello”. Le scienze dure, in conclusione, hanno il pregio di aprire gli orizzonti di chi le pratica e di offrire una formazione spendibile in molti campi, non solo nel settore oggetto di studio. Parola chiave ricorrente negli interventi di tutti i docenti relatori, infatti, è problem solving: ingegneri e informatici, che lavorino alla realizzazione di opere materiali o servizi, sono dei risolutori di situazioni complesse che sbrogliano in virtù di una forte capacità di innovazione e aggiornamento, maturata anche grazie al contatto con professionisti ed esperti spesso presenti durante le lezioni.
 
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