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News S.O. Benincasa


Il valore di una esperienza Erasmus

"La cultura non può che venire dal confronto con contesti diversi dal proprio"

 News pubblicata il 21/10/2021
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In tutta Italia, le giornate del 14, 15 e 16 ottobre hanno visto le università impegnate in eventi per diffondere tra studenti, docenti e ricercatori le opportunità del progetto Erasmus+, irrinunciabile occasione di crescita personale e accademica che consente di trascorrere un periodo all’estero e conoscere da vicino nuove realtà. “Enjoy Erasmus”, l’iniziativa promossa, il 14 ottobre, dall’Ufficio Internazionalizzazione del Suor Orsola Benincasa  durante la quale docenti, studenti e studentesse ospiti sono intervenuti raccontando le proprie esperienze di scambio interculturale. Dopo molto tempo, è stato possibile tenere l’evento in presenza, presso l’aula Schulte in Corso Vittorio Emanuele, 292. Dovendo rispettare ancora un certo limite di posti in aula e al fine di permettere la massima fruibilità a tutti gli interessati, è stata adottata la modalità blended. 
Il programma Erasmus non si traduce solo nella possibilità per i giovani di viaggiare e conoscere nuovi posti, ma fa riferimento alla più ampia concezione di cittadinanza europea, al senso di appartenenza ad un’unica grande comunità: “la denominazione vuole rievocare il nome di Erasmo da Rotterdam, intellettuale capace di conquistare una formazione europea in una Europa, quella di inizio Cinquecento, profondamente complessa; un periodo in cui viaggiare era difficile e i conflitti costituivano delle barriere elevate”, commenta la prof.ssa Francesca Russo, Delegata Erasmus dell’Ateneo. Per molti studiosi, ricercatori, intellettuali, “formarsi come persone di cultura è possibile solo venendo a contatto con realtà diverse dalla propria. La voglia di crescere e conoscere altre realtà europee è un’idea antica che continua a dire a tutte le persone - ai giovani soprattutto - che vale la pena giocare alla grande e che la cultura non può che venire dal confronto con contesti diversi dal proprio. È per questo motivo che, durante l’esperienza Erasmus, vi invitiamo ad approfittare di tutte le occasioni che il programma vi offre. Solo se avremo la capacità di proiettarci verso l’altro, potremo crescere come società”.
Il prof. Gabriel Ramon Molins, Università di Lleida, in Spagna, docente ospite al Suor Orsola, fa il punto sulle differenze nei modelli di studio tra Italia e Spagna: “credo sia difficile si adotti un modello comune a tutte le università perché ogni professore cerca di utilizzare quelli più adeguati a ciò che si insegna. Anche avere classi con un certo numero di studenti ha un peso sull’insegnamento. In una classe di dieci persone non si insegnerà con lo stesso metodo che in una di cinquanta”. L’esperienza all’estero può anche dare la possibilità di approcciare ad insegnamenti che non vengono tenuti nella propria università. Un esempio è fornito dalla prof.ssa Maria Mar Garcia-Carpintero Muñoz, dell’Università di Siviglia, docente di Genere e Salute presso la Facoltà di Scienze della Salute. Si tratta di un insegnamento dal forte aspetto socioculturale che tratta non soltanto la salute fisica della persona, ma tiene conto anche di fattori come il sesso e il genere del paziente, e che permette agli studenti di approcciare alla problematica della violenza di genere da un punto di vista accademico. Un progetto molto caro alla prof.ssa Garcia-Carpintero è quello di ‘professor por un dia’: la docente propone un tema da trattare durante le lezioni ma sono gli studenti a decidere se rispettarlo o cambiarlo e sono loro a doversi occupare della ricerca bibliografica e del materiale. Gli studenti preparano le lezioni e le presentano in classe, diventando, appunto, professori per un giorno.
La voce degli studenti ospiti al Suor Orsola è rappresentata da Marthe Foppe, dalla Ghent University, in Belgio. Studentessa di Linguistica Applicata Comparata, studia in confronto tra loro italiano, inglese e olandese. Tra le note positive c’è la possibilità, tutta italiana, di scegliere in quale data sostenere un esame e se seguire le lezioni in presenza o a distanza. Un problema, invece, sono le piattaforme online: siti affollati da troppe informazioni, con voci difficili da individuare per le proprie ricerche, che lasciano lo studente, non esperto di questi articolati archivi, nella confusione. Perché gli studenti dovrebbero scegliere Ghent? “La città è bellissima e offre molto da fare. Non è grande come Bruxelles, ma è ricca uguale. Il livello dell’università è molto alto e prepara davvero per il futuro e per il lavoro. Le lezioni sono in olandese, ma molte materie vengono insegnate anche in inglese. Le classi sono piccole e questo vi permette di seguire bene e vi spinge a parlare in lingua straniera”. 
Le lingue sono solo uno degli aspetti su cui si lavora all’estero. La preparazione linguistica può essere molto utile per chi deve partire, ma non averla non è un limite. L’università, infatti, organizza tra gennaio e febbraio corsi di lingua gratuiti per preparare gli studenti alla propria esperienza all’estero e rilascia certificati linguistici che attestano il livello di preparazione. Per tutti gli interessati e per chi vuole scoprire come funziona il programma Erasmus, quali siano i requisiti e cosa aspettarsi da un’esperienza come questa, l’Ateneo ha in programma altri incontri informativi, già a partire da novembre. Altri saranno a gennaio, in vista del nuovo bando Erasmus+, e di nuovo a maggio, quando viene pubblicato il bando Erasmus Traineeship. 
 
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