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News S.O. Benincasa


Dalla calligrafia alle simulazioni: gli strumenti per apprendere il mestiere di insegnante

 News pubblicata il 09/11/2018
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“Anche oggi che siamo immersi nel mondo digitale, la scrittura ha una grande importanza. La penna è insostituibile in alcune occasioni, basti pensare a quelle semplici operazioni abitudinarie che compiono gran parte degli studenti: costruire schemi, riassunti di un testo oppure prendere appunti durante le lezioni”, spiega il prof. Leopoldo Repola, coordinatore del Laboratorio di Calligrafia, un’interessante proposta nel percorso universitario degli studenti di Scienze della Formazione Primaria. Contenitore di tante informazioni sulla persona, la calligrafia è una scorciatoia di apprendimento per chi insegna ad un gruppo di bambini. “Questo laboratorio è nato dalla consapevolezza che bisogna formare insegnanti che sappiano scrivere ma soprattutto interpretare i messaggi comunicativi racchiusi nella scrittura dei bambini”, sottolinea il docente. D’altronde, anche scrittori e artisti ricorrono alla scrittura manuale come principale mezzo comunicativo, anche in un’epoca digitale in avanzato sviluppo come quella in cui viviamo. “La bellezza della grafia della principessa Pignatelli, animatrice della trasformazione del vecchio monastero di Suor Orsola Benincasa in un moderno istituto laico di cultura, è rimasta conservata nel nostro museo storico e basta osservarla solo un attimo per intuirne l’espressività. Ed è proprio quest’aspetto che i ragazzi devono imparare a cogliere in se stessi e negli altri: comprendere l’armonia e le proporzioni di ogni singola scrittura per sviluppare un orizzonte critico che inglobi anche l’estetica dei gesti espressivi”, spiega il prof. Repola. La scrittura può fungere anche da campanello d’allarme in alcune situazioni, perché è in rapporto diretto con la mente del bambino: “Quando un bambino scrive male, ha qualcosa dentro di sé che non va come dovrebbe. La dislessia, ad esempio, si manifesta anche attraverso la grafia e il suo mancato controllo. Quindi, se si scopre un problema nella scrittura...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 9 novembre (n. 16/2018)
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