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News S.O. Benincasa


Intervista al Direttore di Radio Capital al Suor Orsola per lanciare il Master in Radiofonia

Un "sano disincanto", il consiglio del giornalista Vittorio Zucconi ai giovani che vogliano intraprendere questa professione

È un lavoro, dice, che "è fatto molto e soprattutto di rematori"

 News pubblicata il 22/06/2017
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“Ho cominciato ad ascoltarla sotto al letto, per non farmi sentire da mamma. Musica rock e pop. Da allora non ho mai più smesso”. Vittorio Zucconi, giornalista e direttore di Radio Capital, racconta gli esordi del suo rapporto con la radio che, iniziato quando era poco più che bambino, prosegue con soddisfazione sua e dei suoi ascoltatori. Il 9 giugno era a Napoli per battezzare al Suor Orsola Benincasa il tour itinerante del live show radiofonico del Tg Zero di Radio Capital. Un’ora di fatti, analisi, dirette, polemiche, tormentoni e satira per commentare le notizie dell’attualità in coppia con Edoardo Buffoni. Il tour estivo del live show prosegue a Bologna - 16 e 17 giugno - e il 23 giugno si chiuderà ad Amatrice. La presenza di Zucconi ha offerto al Suor Orsola anche l’opportunità di presentare il nuovo bando del Master in Radiofonia, che è nato in collaborazione con alcune delle grandi aziende radiofoniche del panorama nazionale, da Radio Capital a Radio M2o, le quali, insieme ad altri importanti network nazionali, al termine del Master ospiteranno gli studenti per i loro stage, nelle diverse discipline.
Zucconi, perché si continua ad ascoltare la radio nell’era di internet?
“La radio non tramonta mai perché è l’unico mezzo che consente di avere un rapporto fisico e personale con chi parla. La rete è completamente impersonale, nonostante gli pseudo amici e la miriade di contatti che uno può avere. La televisione è invadente, ti opprime, ti salta addosso. La scrittura richiede concentrazione, non puoi leggere il giornale e intanto fare altro. La radio resiste e conquista sempre nuovi ascoltatori perché crea un legame vero, autentico tra chi ascolta e chi parla”. 
Come tra amici, tra persone che si conoscono?
“Non saprei se è giusto dire questo, ma so che quello che distingue gli esseri umani è il linguaggio. Io ho scritto tantissimo, ma le persone che mi fermano in strada mi dicono che...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dal 16 giugno (n. 10/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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