Sulle Alpi occidentali per un campo studio in Rilevamento Geologico II

Quest’anno andranno sulle Alpi occidentali, nella zona Marguareis, in provincia di Cuneo, gli studenti che seguono Rilevamento Geologico II, disciplina che fa parte del percorso didattico della Laurea Magistrale in Geologia e Geologia Applicata. Il campo studio si svolgerà dal 25 al 29 giugno.
“È la seconda volta – riferisce il prof. Stefano Tavani, titolare dell’insegnamento, docente a cui devono rivolgersi gli studenti interessati – che organizzo una iniziativa di questo tipo. Lo scorso anno andammo sui Pirenei. Sono esperienze che hanno caratteristiche particolari: i ragazzi vivono e lavorano insieme per cinque o sei giorni e osservano una serie di strutture geologiche. Imparano a fare rilevamenti con tecnologie, tablet e software dedicati. Testano le proprie capacità e sperimentano l’attitudine al lavoro di campo”. 
“Non è una 
scampagnata”
Per l’edizione 2018 i partecipanti dormiranno in un rifugio. Un anno fa si sistemarono in una casa di un paesino. “L’obiettivo da raggiungere nel corso della settimana – prosegue il prof. Tavani – è di produrre una carta ed un modello tridimensionale della geologia della zona. Per farlo, bisogna lavorare molto, non è una esperienza di tutto riposo o una scampagnata. Servono solide conoscenze teoriche acquisite durante il Corso di Laurea, forti motivazioni, un minimo di preparazione fisica. Necessaria, quest’ultima, ad affrontare senza scoraggiarsi le lunghe camminate e le ore trascorse all’aperto. Capita, infatti, di restare in campagna anche fino alle sei di sera e poi, rientrati alla base, di dover riversare i dati raccolti al computer. L’ultimo giorno, lo scorso anno, i partecipanti alla campagna di rilevamento sono andati a dormire alle cinque di mattina. D’altronde, poiché si spendono soldi pubblici – quest’anno l’alloggio costerà 35 euro a persona e 25 di essi saranno a carico dell’Ateneo – bisogna impiegarli bene, nel senso di valorizzare pienamente l’esperienza didattica proposta agli studenti”. Sottolinea: “Sono rimasto soddisfatto dei ragazzi e del lavoro che hanno svolto nella prima campagna, quella del 2017. Quando vengono messi alla prova danno il meglio. Se c’è un obiettivo chiaro e si danno loro tempi stabiliti, si impegnano”.
Jacopo Natale, 25 anni, laureando, racconta la sua esperienza sui Pirenei. “Eravamo – ricorda – il professore Tavani, due accompagnatori – i geologi Marco Snidero e Francesco Vinci – e 6 studenti. Avevamo la residenza a Coll de Nargò. Ci siamo divisi in due gruppi, ciascuno dei quali ha effettuato le rilevazioni in un’area di studio. Queste ultime erano Sallent e Boixols”. Prosegue: “È stata una esperienza molto formativa ed una occasione di crescita per tutti. Ci siamo confrontati tra noi e con il professore, che ci ha dato un metodo di lavoro aperto all’utilizzo di software di dettaglio”. Ecco la giornata tipo: “Sveglia alle sette. Per le otto dovevamo aver finito colazione ed alle nove dovevamo essere già operativi in campagna. Le ore trascorrevano tra le zone da cartografare e l’osservazione dei corpi geologici. Non si rientrava mai prima delle cinque o le sei di pomeriggio”. Sottolinea: “È stato interessante anche il confronto tra i due gruppi di studenti. Ciascuno relazionava circa le strutture geologiche che erano state osservate”. La sera si cenava insieme nella casa. “La prima volta – racconta Jacopo – ho cucinato io. Le altre sere Marco Snidero, il ragazzo di Barcellona che ci ha accompagnato. Si è dimostrato un ottimo cuoco, nonostante le materie prime non fossero abbondantissime”. Tanti gli episodi da raccontare, dalla gaffe di uno studente che, per mostrare un fossile ad un altro, ha lanciato il reperto giù da una rupe, ad un acquazzone impressionante che ha rotto la calura dei 35 gradi ed ha costretto il gruppo a rimanere al riparo di una tettoia per due ore di fila. “Esperienze come quella che ho vissuto – conclude Jacopo – per un ragazzo che studia Geologia sono insostituibili. Si impara e si percepisce la straordinaria forza della Natura. Rispetto ai tempi geologici, la vita di un uomo è uno schiocco di dita. Forse, però, questo è un discorso che ci porterebbe un po’ troppo lontani dal tema dell’articolo”.
Queste le considerazioni di Michele Nappo, laureando, un altro dei partecipanti alla campagna di rilevamento sui Pirenei: “È stata la prima escursione nella quale ci siamo completamente immersi nelle attività per più giorni. Fino ad allora avevo partecipato solo a campagne di un giorno. All’inizio è stata dura, ma poi si è rivelata una esperienza davvero formativa. È stata anche una occasione per stare a stretto contatto con il professore e con i dottorandi e per vivere il rapporto con loro senza quel timore reverenziale che spesso si determina in Ateneo”. 
Fabrizio Geremicca
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