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Alla scoperta del centro meteo della Parthenope

Un robot meteo a Castel Sant'Elmo "strumento unico in Campania"

 News pubblicata il 21/12/2017
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Un centro di calcolo, una rete di sensori a terra ed in mare, un radar meteo. È questa, in estrema sintesi, l’ossatura del Centro Meteo dell’Università Parthenope, che è nato circa otto anni fa e che ha un sito - meteo.uniparthenope.it - con le previsioni relative alle precipitazioni atmosferiche, allo stato dei mari, ai venti ed alle temperature.
Fanno parte della struttura docenti e giovani ricercatori. Il capitano è il professor Giorgio Budillon, che dirige il Dipartimento di Scienze e Tecnologie ed è docente di Climatologia, Meteorologia ed Oceanografia sperimentale. La squadra è composta, tra gli altri, dai professori Giannetta Fusco, Raffaele Montella, Angelo Riccio e da dottorandi, borsisti e contrattisti, tra i quali Vincenzo Capozzi, Diana Di Luccio, Vincenzo Mazzarella, Yuri Cotroneo. Il 29 novembre incontrano Ateneapoli per raccontare come funziona il Centro Meteo e quali sono le sue caratteristiche. L’appuntamento cade alla vigilia di una nuova spedizione in Antartide, finalizzata a verificare l’evoluzione dell’ecosistema, a misurare i parametri fondamentali relativi alla temperatura marina, allo spessore dei ghiacci ed a svolgere altre attività di ricerca, alla quale l’Ateneo partecipa ormai da molti anni.
“Il nostro Centro Meteo - racconta Budillon - nacque tra il 2009 ed il 2010. C’era un progetto della Regione Campania di due o tre milioni di euro. In realtà, poi, ne hanno messi circa 400 mila. Il resto del finanziamento è arrivato dalla Parthenope ed attraverso progetti che abbiamo svolto o tuttora svolgiamo per chi ha interesse ad utilizzare le nostre previsioni. La stessa Regione, il Comune di Napoli ed altri. Per esempio, abbiamo lavorato con gli organizzatori dell’America’s Cup, per le due edizioni che si sono svolte nel golfo di Napoli. Gli organizzatori avevano bisogno...
 
L'articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dall'8 dicembre (n. 20/2017)
o in versione digitale all'indirizzo: http://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 



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